“Turismo e cultura come volano per il nostro territorio”: se n’è discusso nell’ultimo de “I focolari di FestambienteSud” PDF Stampa E-mail
Si è conclusa la scorsa settimana l'esperienza dei "Focolari di FestambienteSud", il ciclo di incontri e dibattiti che il circolo Legambiente FestambienteSud e idm TV hanno organizzato a partire da gennaio, a cadenza quindicinale.

L'obiettivo era quello di riscrivere il vocabolario del Sud Italia, riflettendo sulle 100 parole decisive per il nuovo Mezzogiorno. Tanti sono stati i temi trattati davanti al Focolare, luogo ideale e reale di confronto e di discussione: Economia, Finanza, Estetica, Dieta mediterranea, Cultura, Spettacolo, Mediterraneo, Paesaggio e Turismo.

E proprio di turismo si è tornati a parlare nell'incontro conclusivo, tenutosi venerdì 9 giugno nel Chiostro delle Clarisse. Interessanti spunti concreti per un possibile sviluppo di una nuova tipologia di turismo sono giunti dall'intervento di Fra Giampaolo Lorusso, del Convento Francescano di Monte Sant'Angelo.

"In tutt'Europa si assiste alla rinascita di un turismo giovanile povero, di qualità più che di quantità. I conventi francescani sono dei grossi attrattori turistici internazionali: basti pensare ad Assisi; inserirsi in questi circuiti potrebbe essere molto importante per lo sviluppo di Monte Sant'Angelo. L'idea che noi frati coltiviamo da tempo è quella di trasformare il convento in una casa di accoglienza per questa nuova tipologia di turismo: i frati, ovviamente, non diventeranno albergatori, ma offriranno un servizio, che andrebbe affiancato da altri servizi. Proveremo a stimolare nuovi flussi a Monte Sant'Angelo ma servono pacchetti completi, che propongano, ad esempio, connessioni con altre tipologie di turismo, come quello balneare o naturalistico, produzione di oggetti tipici fabbricati nel luogo che si visita, accoglienza a 360°. Ma la realtà che ci circonda – conclude tristemente Fra Giampaolo - è fatta da tetti che crollano, e lo sconforto a volte ci assale."

La connessione tra turismo religioso e turismo naturalistico può essere un grande attrattore turistico: lo confermano anche le parole di Padre Fedele Mancini, abate dell'Abbazia di Santa Maria di Pulsano, risultata prima nel censimento FAI "I luoghi del cuore da salvaguardare" 2010, con più di 34mila preferenze. "Un risultato che non è capitato per caso" – spiega padre Fedele – "Ma è accaduto 'facendo', impegnandosi giorno dopo giorno per lo sviluppo e la salvaguardia dell'Abbazia. Se vi fornissi le cifre dell'attuale affluenza all'Abbazia di Pulsano restereste sbalorditi. Vi dico solo che nella giornata del 2 giugno abbiamo avuto un picco di più di 1000 presenze". Padre Fedele aggiunge una promessa ambientalista: "Ci siamo impegnati, in accordo con la Sovrintendenza, a non superare i limiti con l'impatto ambientale legato ai flussi turistici. Noi siamo prima di tutto monaci, e il rispetto per l'ambiente e per il territorio è da sempre nel DNA monastico!". E la conclusione è un vero e proprio sprono alla gente di Monte Sant'Angelo: "Per crescere Monte ha bisogno di una certa curiosità intellettuale, cosa che ora non c'è: io a Monte vedo solo persone che vogliono vivere in tranquillità i propri giorni."

L'importanza di instaurare un coinvolgimento attivo con la cittadinanza è emersa anche dalle parole di Antonio Mazzamurro, Assessore al Turismo del Comune di Monte Sant'Angelo, che ha auspicato un maggior coinvolgimento della popolazione anche nel percorso verso il riconoscimento Unesco, di cui tra pochi giorni si conosceranno i responsi.

Si è detta concorde anche Maria Elvira Consiglio, vicepresidente della Provincia di Foggia e Assessore Provinciale al Turismo: "La crescita culturale del territorio non può prescindere dal coinvolgimento della popolazione. Noi istituzioni dobbiamo essere sempre pronti ad ascoltare gli stimoli e le richieste che vengono dal basso, e dobbiamo riuscire ad instaurare un collegamento non solo tra cittadinanza e istituzioni, ma anche tra i diversi livelli di amministrazione, e tra le varie realtà presenti sul territorio: per favorire lo sviluppo, bisogna avere una visione di insieme".

Nella provincia di Foggia sembra che si sia instaurata questa condivisione di intenti: ad affermarlo è Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo della Regione Puglia: "In Capitanata c'è una buona sinergia tra i vari livelli istituzionali per costruire politiche condivise; anche le associazioni e i soggetti privati spingono nella stessa direzione, e questa è una buona base di partenza. Bisogna però prendere atto delle criticità presenti su questo territorio. Un certo tipo di turismo religioso non ha funzionato: la potenza d'attrazione turistica di san Pio è stata paurosamente sopravvalutata, e ha portato ad una crescita anomala delle strutture ricettive nell'area di San Giovanni Rotondo, strutture che ora sono per lo più inutilizzate, e che andrebbero ora riqualificate. Bisogna rendersi conto che il turismo funziona per aree e non per singoli luoghi; In Capitanata i luoghi vanno integrati tra loro: va promosso un progetto complessivo, che metta in connessione tutta l'area nord della Puglia, dal Gargano ai Monti Dauni, puntando su una strategia di sviluppo comune. Bisogna sapere con chiarezza verso cosa andare".

Amarezza traspare invece dalle parole di Nicola Vascello, commissario dell'Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Foggia: "Termino la mia esperienza alla guida dell'APT con la delusione di vedere le nostre grandi risorse turistiche e culturali non trasformate in un benessere diffuso. Bisogna ripartire dal turismo vocazionale, seguendo le scelte fatte senza introdurne altre incompatibili. Per la Provincia di Foggia è il fondo del barile, possiamo solo risalire!"

A cura di Rosa Cotugno - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


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