Arciuolo 275x700

Sondaggi

Vota il “sindaco ideale” per Monte Sant’Angelo
 

Teniamoci in contatto

         

Feed RSS

il diario Montanaro

Il “niente” da Andy Warhol al Teatro Civile Festival di Legambiente PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Scirpoli   
Giovedì 23 Luglio 2009 10:34

from_a_to_d.jpg

"From A to D and back again". Dalla A alla D. Da Antonio Tagliarini a Daria Deflorian. La filosofia di Andy Warhol approda al Teatro Civile Festival di Legambiente nello spettacolo "From A to D and back again" Lunedì 20 luglio alle 21:00 nell'auditorium delle Clarisse di Monte Sant'Angelo.

"Lo spettacolo prende il nome dal libro a cui è ispirato - spiega l'attrice, nonché autrice Daria Deflorian - ‘From a to b' la filosofia di Andy Warhol. In questo libro, la A sta per Andy Warhol e la B rappresentava tutto ciò con cui veniva a contatto".

L'importanza del niente e dell'inutile sono i pilastri si cui si regge lo spettacolo. "Un'artista produce cose di cui la gente non ha alcun bisogno - diceva Andy Warhol - ma che lei, per qualche motivo, crede sia una buona idea dargli". L'importanza dell'inutile è il messaggio che vuole passare attraverso la rappresentazione. "Cose non indispensabili come l'arte, senza la quale si può certamente vivere. Ma non sarebbe la stessa cosa, sono quelle a cui vogliamo dare un valore. Prima l'inutile aveva un significato, oggi è una forma di resistenza al mercato".

Il niente è l'elemento fondamentale, infatti tutto il lavoro è statico: "Quando si pensa ad uno spettacolo teatrale, si pensa alla dinamicità. Questo spettacolo però, parlando del niente, dell'essere niente, dell'idea del niente, del fare niente, non può, e non è, uno spettacolo dinamico. Lo stesso Warhol prendeva qualsiasi soggetto, lo appiattiva, lo fotocopiava, lo ripeteva, gli dava un significato, un valore".

Mancanza di dinamicità drammaturgica che tuttavia viene sostituita dalla musica, presente dall'inizio alla fine, di Fabrizio Spera. "Anche sulla musica ho cercato di creare l'idea della staticità, dando dei colori e dei paesaggi mentali al lavoro - spiega Spera - Io sono un musicista, abituato a suonare uno strumento. Ma in questo spettacolo sarò seduto sulla stessa linea degli attori, e anziché suonare dal vivo ho mixato una serie di pezzi già esistenti".

Uno spettacolo "rischioso" per la sua staticità che aziona, inconsciamente, una serie di domande nella mente degli spettatori: cosa stiamo guardando? Dove siamo? Dov'è lo spettacolo? È qui su questo palco o là fuori nel mondo?

from_a_to_d2.jpg


blog comments powered by Disqus