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il diario Montanaro

Teatro Civile Festival – 20/07/09 – Il racconto della giornata PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione il diario Montanaro - Ufficio Stampa Teatro Civile Festival   
Martedì 21 Luglio 2009 17:26

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"Sul confine" della Carrozzeria Orfeo, "If I was Madonna" e "Bios Unlimited". Si va verso la chiusura del Teatro Civile Festival


"Ringrazio per l'ottimo lavoro svolto la direzione artistica che ha fatto veramente delle ottime scelte, e la direzione tecnica che ha garantito al festival qualità e tranquillità". Così Franco Salcuni, direttore del Festival, pensando alla giornata del 20 luglio e vede la chiusura del Festival.

Due uomini che si incontrano in un luogo sconosciuto e non si riconoscono. L'unica cosa che li unisce è un fiume che attraversa il deserto e nel quale passa il cadavere di un uomo. Una storia in cui viene analizzato il conflitto tra i soldati impegnati al fronte e le istituzioni che dovrebbero tutelarli. Questa la trama di "Sul confine", lo spettacolo della "Carrozzeria Orfeo" svoltosi lunedì 20 luglio nell'auditorium delle Clarisse, nell'ambito della terza edizione del Teatro Civile Festival di Legambiente a Monte Sant'Angelo.

"È uno spettacolo basato molto sulla casualità e sul destino - spiega  Gabriele Di Luca, uno degli attori della Carrozzeria Orfeo - I due personaggi si rincontrano infatti quando passa il cadavere di un uomo nel fiume, ed entrambi si sporgono nel fiume per prenderlo. Dall'incontro dei due uomini è tutto un susseguirsi di flashback che aiutano i due uomini a ricordare il loro passato, prima e durante la guerra". Tutto questo percorso porterà alla scoperta della causa della morte dell'uomo trovato nel fiume. Durante la guerra, l'uomo era stato contaminato dall'uranio impoverito e si era ammalato di tumore, i militari, scoperto l'accaduto hanno cercato di insabbiare la questione con un'iniezione letale.

Uno spettacolo fatto completamente in funzione del pubblico perché, come spiega la compagnia "Il teatro deve riguardare il pubblico, e con esso deve creare una precisa connessione".

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"If I was Madonna" di Alessandro Sciarroni e Alessandra Morelli è tra i vincitori del progetto nazionale "Nuove Sensibilità" 2008. La performance è strutturata come un lungo videoclip che racconta la carriera dell'indiscussa regina della cultura di massa: Madonna (presente anche con la sua voce, quando la performance sta per volgere al termine).

Lo spettacolo si presenta come un percorso educativo che parte dall'infanzia ed arriva alla maturità. La prima figura che incontra l'attore è quella materna, ma subito dopo è affiancato da un altro interprete molto simile a lui nel modo di vestire, nell'aspetto, nelle posture. Sono stati scelti protagonisti con caratteristiche fisiche molto diverse tra loro e soprattutto dal corpo della cantante, poiché "si sapeva che non poteva mai esserci una relazione mimetica": nessuno poteva mai essere uguale a Madonna. "La figura della pop star - continua Alessandro - è vista come una lingua da tradurre, il grande classico infatti è tradotto in scala contemporanea".

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Luci d'autostrada. Suoni e voci d'attesa. Casette bianche dalle proporzioni umane e tanto, tanto spazio per la fantasia. L'istallazione Bios Unlimited, nata dalle menti di Filippo Andreatta e Francesca Bucciero posizionata in Piazza de Galganis Lunedì 20 luglio dalle 22.30.

"L'idea - spiega Francesca Bucciero - era quella di costruire una situazione indeterminata, non immediatamente identificabile, qualcosa di totalmente insolito e inaspettato. Voci che parlano tra di loro di qualcosa o qualcuno  che deve arrivare. Luci soffuse, da autostrada. Il nostro scopo è quello di creare attesa, mistero e magia. Perché non è definito il luogo in cui ci si trova e cosa si sta ascoltando".

Uno spettacolo lasciato totalmente al libero sfogo della fantasia e alle emozioni che la scenografia suscita nella gente che gira tra le casette di un paesaggio urbano, un centro abitato da sagome umane assenti.

Una scenografia progettata e costruita con molta cura e attenzione per far sì che le casette di legno bianco assumessero il più possibile proporzioni e sembianze quasi umane. "Per costruire le casette abbiamo preso le misure di corpi umani - ci spiegano i due ideatori del progetto - dalla lunghezza delle gambe, al busto, al torace".

"La cosa divertente è vedere le varie reazioni del pubblico - ci dice Francesca Bucciero - ognuno reagisce ed immagina le cose più varie, la mia reazione è quella di sospensione, come essere in una bolla di sapone, qualcosa che ha un inizio è una fine. Una sensazione molto piacevole".

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