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il diario Montanaro

Jam session: idee, esperienze, dimensioni sonore PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Cotugno   
Lunedì 20 Luglio 2009 11:51

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Ieri la prima esperienza di Jam Session durante il Teatro Civile Festival. "Esperimento riuscito".


La Jam Session ha origini molto antiche ed è una riunione di musicisti che si ritrovano per una performance musicale improvvisando su temi  sconosciuti. In genere non ha lo scopo di intrattenere il pubblico, ma vi prende parte chiunque abbia voglia di esprimersi, di dire la sua tra amici. È un ritrovo di musicisti che vogliono mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori ma anche semplicemente un ritrovo sociale. Può svolgersi in locali pubblici o privati indifferentemente.

Può coinvolgere musicisti anche di generi diversi ma soprattutto "Nasce - ci dice il bassista Giuseppe Rignanese - dall'idea di fondere le esperienze musicali e far incontrare i musicisti tra loro". In questo caso la maggior parte dei partecipanti è del posto. "Lo scopo - continua Giuseppe - è quello di ricercare sonorità antiche e di destrutturare le melodie creando così dimensioni sonore semplici sulle quali è possibile veicolare dei messaggi".  La particolarità della jam session sta nel fatto che non c'è niente di definito, sono solo idee ritmiche che si muovono (senza alcuna scaletta) con lo scopo di creare un tessuto ritmico, come un tappeto sonoro sul quale si possono raccontare delle cose, storie proprie, esperienze personali. "Uno dei nostri scopi è la ricerca dei primordi della musica e per ottenere questo ci serviamo di strumenti tradizionali come ad esempio la mandola, il tamburello, il darabouka (strumento musicale a percussione orientale)".

Non c'è né tonalità né melodia, solo dimensioni sonore e questa è un'occasione per dare libera espressione alla musica e alla fantasia, quindi può anche esserci dissonanza in quanto la voce e quindi il canto non sono gli elementi principali. Ci spiega il bassista che la jam session è un modo per rompere gli schemi: si svolge in un ambiente "tranquillo", anche seduti intorno ad un tavolo come un gruppo di amici in modo che chiunque possa aggiungersi senza sentirsi in imbarazzo. A parlare sono gli strumenti poiché l'intento non è quello di far confrontare i musicisti tra di loro, ma di esternare quello che ognuno sente. Difatti la jam session è uno stimolo per i musicisti a suonare, e rappresenta un'occasione privilegiata per veder nascere delle importanti collaborazioni musicali.

Ieri si è svolta la prima serata "Jam Session", con un sostanzioso contorno di pubblico, in piazza de Galganis. Ad alternarsi, musicisti locali di grande talento e con esperienza da vendere. Parliamo di Andrea Stuppiello, Peppe Rignanese, Bernardo Bisceglia, Raffaele "Geppetto", Michele Bisceglia, e tanti altri, che hanno messo in campo la loro grande passione per la musica, coinvolgendo il pubblico presente che ha assistito, davanti ad un bicchiere di buon vino rosso, alla performance degli artisti.

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