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Botto finale con l’Orchestra di Piazza Vittorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Scirpoli   
Martedì 19 Agosto 2008 00:00

orchestra_di_piazza_vittorio.jpgGrande successo per l'Orchestra di Piazza Vittorio, che hanno concluso il Teatro Civile Festival di Vico del Gargano organizzato da Legambiente, il 6 agosto 2008 all'Anfiteatro Hinterman.

Una grande Orchestra, seguita da ragazzini, adulti e anche bambini, che continua a far divertire il pubblico con una musica unica, risultato di una fantastica collaborazione tra etnie diverse.

Autore di tutto ciò Mario Tronco, ex tastierista degli Avion Travel, che dopo il concerto ci ha raccontato dell'Orchestra.

Come nasce l'Orchestra di Piazza Vittorio?

Nasce da un progetto che voleva essere una provocazione, dal momento che dopo l'11 settembre gli stranieri erano diventati i nemici del mondo. Io abitavo, e abito tutt'ora, in Piazza Vittorio, una piazza dove spaziano diverse etnie e sono sempre stato convinto del fatto che unendo diverse culture si dia vita a qualcosa di eccezionale. E quindi ho formato l'Orchestra di Piazza Vittorio.

Quali erano le sue aspettative quando ha intrapreso il progetto?

Più che aspettative c'era grande curiosità. Da un lato ero anche spaventato perché facendo delle ricerche scoprii che in tutto il mondo non c'erano progetti simili e credevo fosse impossibile una cosa del genere, poi però mi sono reso conto della quantità di talento presente nei ragazzi e mi sono confortato.

Quali sono state le difficoltà riscontrate nel formare l'Orchestra?

Le difficoltà più evidenti erano quelle dovute all'11 settembre. Molti musicisti erano poco fiduciosi, quando gli chiedevamo di seguirci ci credevano della polizia ed erano molto diffidenti. Nacque in quel periodo l'Apollo 11, un'associazione culturale, al fine di salvare un cinema. Eravamo squattrinati e con un'ambizione quasi impossibile, però spargemmo talmente tanto la voce che una produttrice ci volle per un festival. Eravamo solo in quattro e non eravamo pronti, però accettammo, quei soldi ci sarebbero serviti per fare delle prove ed attirare altri musicisti. Così fu! Da li a poco nacque l'ormai conosciutissima Orchestra di Piazza Vittorio. Difficoltà legate alla diversità non ce ne sono state, un po' perché è successo tutto in fretta, un po' perché la diversità unita da un progetto porta a qualcosa di inconsueto e speciale.

Come nasce la composizione dei pezzi?

Nasce in maniera molto diversa, non c'è un metodo specifico. Ormai il progetto è diventato un vero laboratorio musicale. Alcuni nascono totalmente da un'unica persona, altri da un assemblaggio di idee diverse.

Qual' è una cosa che ancora non avete fatto ma vorreste fare?

Partiremo a breve con il progetto de "Il flauto magico" e siamo molto entusiasti di questo perché è un impegno molto difficile e stimolante che si prospetta un successo. Poi sarebbe bello suonare in tutti i paesi dei musicisti che vengono da ogni parte del mondo, poter suonare davanti ai propri famigliari sarebbe straordinario, per alcuni è già success e sarebbe bello farlo per tutti i componenti dell'Orchestra.

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