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il diario Montanaro

70 volte Vico PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Scirpoli   
Domenica 03 Agosto 2008 19:55
70_volte_sud.jpgSabato 3 agosto, in Largo del Conte, Salvatore Arena e Massimiliano Barilla, hanno portato il scena il loro spettacolo “70 volte Sud” in anteprima regionale.

Uno spettacolo ambientato nel 1970 in Sicilia e racconta la misteriosa morte di cinque giovani anarchici, avvenuta in un incidente stradale. Cinque ragazzi scomodi, che sapevano cose che non avrebbero dovuto sapere, raccontati ad uno ad uno dalla voce di Salvatore Arena e dai filmati che scorrevano alle sue spalle.

A fine spettacolo i due artisti, ideatori dello spettacolo ci hanno raccontato di questo spettacolo.

 

Questo spettacolo fa parte del progetto “A Sud della memoria”. Ci parlate un po' di questo progetto?

Nasce per raccontare i problemi del meridione, attraverso il racconto di alcuni momenti storici che rappresentano l'evoluzione, tutto attraverso le testimonianze della gente che ha vissuto quelle rivoluzioni.

Siamo partiti con il primo spettacolo parlando del '41 e quindi del fascismo. Nel secondo spettacolo abbiamo parlato di un sindacalista siciliano ucciso dalla mafia. In ogni spettacolo, partendo da una figura, costruiamo la storia parlando di fatti e persone.

 

In che modo catturate l'attenzione del pubblico?

Nasce da uno studio profondo e storico dei fatti. La struttura dello spettacolo, si ispira anche al cinema, proiettando sullo schermo delle immagini che raccontano storie diverse che si incrociano tre loro. Abbiamo inoltre considerato i diversi linguaggi della gente e abbiamo privilegiato l'aspetto umano. In sostanza noi non abbiamo una tecnica fissa per attirare il pubblico, ma la struttura nasce dal testo stesso, è il testo che ti impronta direttamente una tecnica drammaturgica.

 

Come emerge dallo spettacolo, la verità, riguardo ai fatti che avvengono al Sud è sempre un po' insabbiata. Secondo voi come mai è successo questo?

La realtà in effetti è questa, ma la storia lo dimostra. Effettivamente una spiegazione razionale a questa storia non c'è. È tutto da inserire in un contesto disegnato da chi ha interessi a nascondere la verità quando è scomoda. Questo viene evidenziato proprio da fatti come questo.


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