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“Gli occhi non vedono, le teste sanno poco e quindi i giovani vanno via” PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Cotugno   
Sabato 01 Agosto 2009 18:06

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A FestambienteSud si parla di formazione e giovani in un dibattito serio e pieno di fatti concreti che vede la Provincia di Foggia penalizzata anche su scala regionale.

Il tema della seconda giornata del Festival di Legambiente per il Sud Italia è stato: "Giovani energie protagoniste" ed è stato presieduto da Vanessa Pallucchi presidente nazionale di Legambiente scuola e formazione, da subito afferma che il fatto di non mettere in circuiti virtuosi le nuove generazioni non è una problematica per il Sud ma un'occasione persa. Un capitale perduto.

Il primo ad intervenire è Danilo Chirico, rappresentante dell'associazione "daSud". Si tratta di un'associazione di giovani meridionali immigrati che stanno lavorando su una questione molto importante come la legalità. "Tutto è nato perché - spiega Danilo al pubblico - ci siamo guardati allo specchio noi stessi, le circostanze meridionali e la nostra vita, perché il Sud si stava via via impoverendo." Degno di essere citato è il progetto "La Lunga Marcia della memoria" che troverà accoglimento anche a FestambienteSud quando il 25 luglio Piazza de Galganis verrà simbolicamente intitolata a Francesco Marcone, vittima della mafia foggiana.

Enrico Infante, giovane magistrato che opera nella Provincia di Foggia (e laureato in giurisprudenza nell'Ateneo capoluogo di Provincia), parla di omertà. "Nella nostra Provincia se ci si imbatte in un reato anche le persone più oneste non collaborano e si fanno i fatti loro e ciò rende la realtà difficile qualitativamente e quantitativamente. Ma allo stesso tempo - continua il magistrato foggiano - chi ha la fortuna di lavorare nel Meridione non demerita. Qui ci si imbatte in difficoltà da subito e ciò rende tanto alla propria terra".

A questo punto del dibattito è stata aperta una piccola parentesi per discutere della campagna di immatricolazione all'anno accademico 2009/2010 dell'Università degli Studi di Foggia dal nome "BrillanteMENTE". Christian Paglia, neo laureato in scienze della formazione e reduce da una piccola esperienza a Firenze dove ne '98 scopri che il suo futuro non poteva essere legato alla facoltà di ingegneria delle telecomunicazioni, sintetizza in poche parole la chiave di tutto. "Il problema è uno scarso orientamento a monte dove non si fa prevalere l'idea che proprio perché il terreno sia incolto ci sia bisogno di seminare. Gli occhi non vedono, le teste sanno poco e quindi i giovani vanno via".

Per Luciano Beneduce, docente di microbiologia presso l'Università di Foggia, l'Ateneo dovrebbe essere capace di essere un catalizzatore per il potenziale degli studenti che ci sono. Pensiero condiviso anche dal docente di biochimica nonché delegato rettorale per l'orientamento Donato Pastore. "Secondo i risultati Almalauree - dice il delegato - i risultati degli studenti dell'ateneo sono più alti di 8-9 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Non vedo tutta questa fuga di cervelli, gli studenti che scelgono di andare fuori sono per la maggior parte studenti che si sono diplomati con bassi risultati e che poi si diplomano in un tempo maggiore rispetto alla normalità."

Lorenzo Bocchese vicepresidente di ARCI ragazzi chiarisce l'importante ruolo che svolgono le associazioni utili alla formazione dell'individuo per il suo successivo ingresso nel mondo del lavoro. "L'associazionismo - dice - è qualcosa che va fatto. Prima o dopo ma va provato".
Antonio Tedesco rappresentante dell'associazione Provocult è uno di quelli studenti tornati nella propria terra che critica fortemente le amministrazioni locali che non sono capaci di monitorare tutto questo flusso immigratorio.

A concludere il dibattito è Elena Gentile, assessore alla solidarietà della Regione Puglia che scarica gran parte della colpa sulla classe dirigente formata da imprese e dai settori più sviluppati al giorno d'oggi, che non è capace di fornire una cultura diversa dove le giovani generazioni possano realmente essere protagoniste.

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scritto da DONATO LA TORRE, 01 agosto 2009

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