| Lo spettacolo della musica popolare: termina la terza edizione |
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| Scritto da Ufficio Stampa Storie di Musica Popolare | |
| Lunedì 17 Agosto 2009 13:53 | |
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Chiusura in grande stile per la terza edizione del Festival "Storie di Musica Popolare", con la partecipazione della "Riserva Moac" dal Molise e dei "Sud Folk" di Monte Sant'Angelo. Monte Sant'Angelo. Presenti oltre al TG Regione-Puglia e Teleradioerre anche i colleghi del sipontino.net che hanno trasmesso in diretta radio su Rete Smash Gargano la serata. I primi ad esibirsi, dopo la sigla, sono la "Riserva Moac", un collettivo musicale che ha collaborato con importanti personaggi del mondo canoro italiano come Simone Cristicchi, Max Gazzè, Modena City Ramblers e Bandabardò. "Il nome - spiega Fabrizio, voce del gruppo - è formato da Riserva che vuole dare l'idea di una grande metropoli multietnica dove, la diversità non è un problema ma un valore aggiunto". Il termine "Moac" è l'acronimo di Molise, Oriente, Africa e Cuba ma anche di qualunque cosa si possa immaginare, a dimostrare l'unione e l'universalità della musica. Durante la loro esibizione si nota l'utilizzo di strumenti acustici come la zampogna e la fisarmonica, uniti ad altre ritmiche come la chitarra elettrica, la batteria ed il basso per attualizzare i suoni della tradizione. Merita di essere citata l'esperienza della Riserva Moac non solo al concerto del Primo Maggio con una presenza di oltre 800.000 persone ma anche, la partecipazione a Festival internazionali in Francia, Germania e Stati Uniti. La chiave di questo successo? Beh, Fabrizio non complica le cose, il suo è infatti un discorso semplice e pieno di significato. "Il successo è un concetto troppo grande, - spiega l'artista - tutto ciò che bisogna fare è essere umili e rimanere a disposizione. Bisogna girare, partecipare a concerti e sapersi mettere in discussione. Ma soprattutto - continua - è necessario trarre insegnamento anche dagli altri gruppi". Al termine dell'esibizione, lo staff de "il diario Montanaro" ha voluto premiare con una pergamena ed il tamburello firmato "Storie di Musica Popolare", il direttore Domenico Prencipe davanti un pubblico di sei mila persone per l'impegno dimostrato non solo nel Festival ma in tutto il progetto dell'Associazione Culturale "Obiettivo Gargano". La motivazione è stata la seguente: "A Domenico Prencipe, direttore che con la sua penna non ha mai smesso di scrivere la meravigliosa storia di questa avventura". A seguire troviamo i "Sud Folk", gruppo che "gioca in casa" in questa edizione del Festival. Il loro sogno è quello di diffondere a macchia d'olio i suoni di un'Italia meridionale ricca di cultura, di piccoli gesti, di semplicità e genuinità, di valori di altri tempi. "Il nostro genere - afferma Bernardo, leader del gruppo - non ha contaminazioni vere e proprie; noi prendiamo la musica popolare così come è e gli diamo quel tocco in più per renderla maggiormente fruibile e ballabile, cerchiamo di rimodernarla per farla apprezzare ad un pubblico più giovane, avendo sempre come punto di riferimento la tradizione. Utilizziamo strumenti classici come la tammorra, la chitarra battente, quella francese, le nacchere e li mixiamo con il basso elettrico e la cassa elettronica che rendono il sound più energico, aggressivo, potente. In Toscana, anni fa, un giornale ci definì gli Iron Maiden del folk". Appuntamento alla prossima edizione. Gli obiettivi? "Sicuramente ci aspettiamo una maggiore collaborazione con la Provincia di Foggia e con la Regione Puglia - afferma Domenico Prencipe, direttore del Festival - in questo modo potremo riuscire a perseguire i due ambiziosi obiettivi per il prossimo anno: un grande artista italiano come ospite del festival, e la costituzione della band di Storie di Musica Popolare, composta dai migliori musicisti locali nel campo della musica etnica e tradizionale".
Foto di Peppino Prencipe A cura dell'Ufficio Stampa |










