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"Chiediamo con forza che si apra a Monte Sant'Angelo un tavolo di discussione sulla scuola che affronti realmente e nel miglior modo possibile la formazione e l'istruzione di tutti; cosa che in realtà da noi non è affatto accaduta, poiché qualcuno, Sindaco e Dirigenti Scolastici, sono chiusi nelle segrete stanze senza confrontarsi con la comunità cittadina" – si legge nella nota del movimento.
La nota del movimento civico "È la nostra Città"
Le norme approvate con la Legge 111/2011 sono state uno degli ultimi atti del governo Berlu-sconi di attacco e distruzione della scuola pubblica; giova ricordare i tagli (poiché tali sono le "ri-forme") operati dai ministri Tremonti-Gelmini:
• Scuola Primaria: dal modulo al maestro unico;
• Scuola Media: da 33 ore a 30 ore settimanali;
• Scuola Secondaria Superiore: da 36 ore a 32 ore settimanali.
Alcune di queste "riforme" (tagli) sono ancora in corso e determineranno ulteriori posti di lavoro in meno, il tutto spacciato per qualità ed efficienza della scuola pubblica statale. Oggi i risultati già si vedono: classi pollaio, niente soldi alle scuole e meno diritto allo studio. I primi ad abbandonare gli studi sono, naturalmente, i figli delle classi più deboli, quelle stesse classi tutelate dall'art. 3 della Costituzione.
Dopo l'attacco ai docenti e al personale ATA mancava la ciliegina sulla torta che puntualmente è arrivata con la legge 111/2011: "Nuovo dimensionamento della rete scolastica", la quale prevede che tutte le Direzioni Didattiche e le Scuole Medie si trasformino, in maniera del tutto automatica, in Istituti Comprensivi, senza preoccuparsi della reale situazione di ogni istituto presente sul territorio.
Dopo una piccola premessa didattica sulla continuità, che gli istituti Comprensivi garantiscono meglio, ecco che arriva la nuda verità: il dimensionamento, che prevedeva l'autonomia e quindi la presenza del Dirigente Scolastico e del DSGA per le Istituzioni scolastiche fra 500 e 900 alunni, balza a non meno di 1000 alunni, mentre nei comuni di montagna il numero passa da 300 a 400 a-lunni.
Il "pannicello caldo" della logica della continuità didattica, che dovrebbe essere meglio realizza-ta negli istituti comprensivi, non riesce a nascondere nemmeno un po' il fatto che si è giunti a ta-gliare drasticamente, non solo "presidi" e "segretari" (che sarebbe il meno), ma anche il personale ATA e, indirettamente, anche il personale docente.
La realtà di Monte Sant'Angelo si colloca, per fortuna, all'interno della Regione Puglia, che ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per riaffermare che il dimensionamento delle scuole pubbliche (in base al titolo V della Costituzione) è competenza delle Regioni; nel contempo l'assessorato Regionale ha invitato i Comuni e le Province, per quanto di loro competenza, a formu-lare delle proposte di organizzazione della rete scolastica, tramite delle Linee-Guida che noi condi-vidiamo in toto in quanto in esse si pone in evidenza un principio di gradualità che non si applica in maniera selvaggia e indiscriminata dall'oggi al domani, ma prevede un triennio di "perequazione organizzativa" che debba servire a non stravolgere tutte quelle realtà che ben operano sul ter-ritorio; si presume perciò che in questi tre anni l'intera comunità scolastica (famiglie, personale della scuola, enti Locali, territorio) trovi nel dialogo la forma più idonea per gestire al meglio le risorse qualitative e quantitative della scuola, al fine di garantire un servizio efficace.
Non si possono coinvolgere le famiglie solo quando si tratta di chiedere loro di intervenire, met-tendo mano al portafoglio, per far fronte alle carenze finanziarie di un governo che continua a ta-gliare fondi alla scuola pubblica in maniera indiscriminata, dando invece più fondi alla scuola priva-ta.
E' il caso di motivare tutti al processo educativo e formativo che tocca alla scuola: come la salute non è solo compito dei medici, così l'istruzione non è solo compito degli "addetti ai lavori".
La nostra proposta è quella di non intervenire su tutte quelle realtà che rispettano i prece-denti parametri di dimensionamento superiori a 300 alunni, prevedendo, per chi è al di sotto di questi numeri, ciò che la legge già prevedeva: accorpamento o fusione e lasciare le scuole normal-mente dimensionate con la tipologia attuale.
Chiediamo con forza, dunque, che si apra a Monte Sant'Angelo un tavolo di discussione sulla scuola che affronti realmente e nel miglior modo possibile la formazione e l'istruzione di tutti; cosa che in realtà da noi non è affatto accaduta, poiché ancora qualcuno (Sindaco e Dirigenti Scolastici, chiusi nelle segrete stanze e senza confronto con la comunità cittadina) agisce appigliandosi (il sin-daco, naturalmente...) a una delega che probabilmente non ha più, visti gli eventi politici di queste ultime settimane.
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