"Rifondare la politica, tornare a educare, far nascere la coscienza di essere persone che non vivono isolate... invece, solo un mare d'indifferenza". Antonio Stuppiello e la sua analisi sulla vita politico-amministrativa di Monte Sant'Angelo.
Se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può dare, risponde don Abbondio al cardinal Federigo che lo rimproverava per il suo comportamento. Così sta accadendo nella vita politico-amministrativa di Monte Sant'Angelo. Probabilmente, come per donAbbondio, non si tratta di malafede o di pigrizia; forse è proprio la mancanza di orizzonti, la vista corta che non fa intravedere possibili occasioni di sviluppo della città. E' superfluo dire che del niente che ha tenuto occupate le ultime amministrazioni cittadine; ultimamente l'Unesco era diventato il morso della tarantola: tutti agitati, mai fermi in danze parossistiche fino allo sfinimento, finito per ora in niente. La Biblioteca comunale intanto è stata chiusa, per i dovuti standard di sicurezza, o per altro, chissà. E' tutto un mistero in questo paese. Dei Longobardi sembra rimasta la forte tendenza alla faida, e poi il silenzio dei cittadini. Gente cupa, seriosa, intenta a contare ad accumulare solidi. I difetti nazionali a Monte si moltiplicano. Ma non si può più continuare così perché la città è ridotta allo stremo: non si sa più cosa inventarsi per spremere denaro. Città muta, torva, usuraia, mafiosa.
La città dell'Unesco da alcuni mesi è ridotta addirittura senza bagni pubblici. "GUASTO"- "GUASTO"-"GUASTO"-"GUASTO", tutti guasti i bagni, con i turisti che affollano la piazzetta antistante la Casa del Pellegrino del santuario micaelico.
Dall'agostodel2009ibagnipubblicisonochiusi. Non so se mi spiego, la Monte dei Longobardi barbaramente privata di un servizio essenziale. Come mai? Ma non c'è un osservatorio, qualcuno che controlli, che si renda conto delle cose più necessarie alla vita di una città che sarebbe turistica, che addirittura è ancora candidata (il Santuario di S. Michele) a far parte dei beni dell'umanità?
Io modestamente penso che ormai il livello, la formazione, il sensocivicomedio dei politici si sia molto abbassato rispetto a qualche decennio addietro. Sarà l'effetto della politica tatcheriana, dove "tutto ciò che è pubblico appare vecchio, mentre il nuovo è sempre privato e tecnologico. Dicendo che la società non esiste più, ma ci sono solo uomini e famiglie, tutti azionisti, la Thatcher enunciava un'utopia nuova. Poi, però, per superare le classi ha demolito anche le strutture sociali. La politica oggi si è fatta così piccola rispetto all'economia e alla finanza che la nostra vita dipende molto più dalle prossime promozioni che dalle prossime elezioni."(M. Romani, "Venerdì di Repubblica",n.1136/o9).
Non trascurando l'effetto Craxi, che in Italia è stato lo sdoganamento di fantasiose modernità grazie alle quali la politica è diventata spettacolo indecoroso e irresponsabile di abilità da giocoliere, da capo arringatore del "popolo" che dava lo spago al successivo vuoto populismo berlusconiano, riformatore della Repubblica che diviene studio televisivo, con premiazione degli istrioni più bravi.
Così, con la politica svuotata di ogni ideale che non sia il potere e la ricchezza i nostri paesi meridionali si ritrovano tagliati fuori da ogni reale sviluppo economico e, naturalmente, politico.
Si assiste quindi all'assalto al Municipio, non da parte dei cafoni coi forconi, ma di tanti personaggi che devono "farsi". Tolta qualche eccezione, peraltro impotente, è questa la fisionomia del politico di oggi.
Speculazioni d'ogni genere, brutture su brutture, da quelle visibili a quelle invisibili. Se la politica è diventata aspirazione al potere, l'Italia deve stare attenta a non ritrovarsi in uno stato autoritario, viste le grandi riforme della Costituzione che aleggiano minacciose sulle teste degli Italiani. Siamo i soli in Europa a non considerare i contrappesi che un esecutivo forte deve avere, come succede in America e negli altri stati europei. E non ci consola il proverbio che dice che quando mancano i cavalli corrono gli asini.
Qui purtroppo abbiamo i volponi che vogliono spazzare via la Repubblica democratica per sostituirla con una antipopolare, antidemocratica, dove la dignità del lavoro è sostituita dalla "moderna" competitività.
Tutto questo oltre ad essere esiziale per il Paese, sarebbe tragico per il Sud, dove la modernità è arrivata solo nei suoi aspetti negativi, mentre manca ancora un cambiamento strutturale che ci ponga a livelli di normalità. Il sottosviluppo ci attanaglia, e le cronache di questi giorni ne sono il chiaro segno Monte Sant'Angelo non sfugge a tali limiti.
E' stato scritto da parte di alcuni circa un piano per la città, sulle potenzialità che di potrebbero trasformare in realtà vive, ma abbiamo visto anche la desolazione culturale, la ristrettezzamentale di tanti che si chiudono nel proprio egoisticointeresse disinteressandosi della comunità in cui vivono.
Dai politici, agli amministratori, ai cittadiniè un silenzio omertoso e mortale che porterà Monte a diminuire, a rimpicciolirsi fino ad un acrocoro intorno al Santuario, unica risorsa e tesoro di Monte.
Se non cambiano i criteri, la mentalità e quindi gli interventi per la città, non c'è altro futuro che l'isolamento e la fine per una città che ha la sfortuna di essere popolata da gente senza un soffio di generosità, di senso del bene comune, di sano orgoglio per la propria cultura (non il vuoto e stucchevole folklorismo da gruppo di dopo lavoro).
Ma non siamo speranzosi, un silenziopauroso e assordante, un indifferenzacinica, una freddezzaindicibile ricopre la città anche dopo fatti gravissimi. E' una sorta di annichilimento.
Rifondare la politica, tornare a educare, far nascere la coscienza di essere persone che non vivono isolate, ma comunitariamente sarà ancora possibile? Chi ritiene questo scritto inutile perchè "moralistico", quando invece la politica è calcolo, razionalità, puri fatti, dati oggettivi e concreti ha ragione, ma non si può tuttavia rinunciare a qualche riflessione che richiami il bene comune come esercizio anche della moralità.
In fondo lapolitica stessa, tolta la pura violenza bestiale, è elaborazione, è pensiero, è "morale", visto che include il comportamento, le azioni private e pubbliche.
E quelli che sono cattolici praticanti, le autorità pastorali parrocchiali e diocesane hanno orecchie, hanno bocca per una buona denuncia che dia come esito una buona notizia? Siamo tutti nella stessa barca oppure no? Se non siamo nella stessa barca tutto ciò che abbiamo detto è inutile. E francamente penso che non siamo nella stessa barca.
E nel frattempo il turista che arriva al Santuario di S. Michele se ha bisogno del bagno deve cercare il bar più vicino e chiedere di usarlo. E le pavimentazioni del corso sbagliate e rifatte nei tratti più critici, e le mansarde che diventato fisse, malgrado le ingiunzioni di demolizione, e il verde pubblico che in città è sostituito dai palazzi, e tutte le cose di cui si è già detto.
Sia chiaro che qui non c'è alcun riferimento personale a questo o a quello, diciamo soltanto del degrado politico-civile della città e dei cittadini registrato nell'ultimo quindicennio in modo particolare. In attesa di tempi migliori e di migliori tecnici, la burocrazia che spesso tiene per il collo lungamente intere amministrazioni e città, speriamo che almeno vengano aperti quanto prima i bagni pubblici nella città di Monte Sant'Angelo... candidatura Unesco: "Centri di potere e di culto" una volta, ora solo" Centri di potere", secondo la nuova proposta Unesco.
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