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AffaireTributi: l’operazione Aipa sbarca (via Campo) a Monte PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione l'attacco   
Sabato 30 Gennaio 2010 15:44

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Il comune che diventa imprenditore... Lo stratagemma per evitare di andare a gara


Aipa spa si sta movendo molto in provincia di Foggia. L'aggiudicazione per il 2010 del servizio di riscossione dei tributi Cosap (suolo pubblico e affissioni) è soltanto l'ultimo passo di altre operazioni sparse per la Capitanata. La sua roccaforte sembra essere proprio Manfredonia, dove quattro anni fa fonda con la partecipazione del comune al 40% fonda Gestione Tributi spa, società con 120.000 euro di capitale sociale e con la quale sta movendo verso l'intero territorio.

Un territorio lasciato sguarnito dalla dipartita di Tributi Italia che a Monte operava con San Giorgio tributi e con la quale pare abbia lasciato un buco di 1,2 milioni di euro tra il 2006 ed il 2007.

San Severo è già stata conquistata, le prossime mete potrebbero essere San Giovanni Rotondo e Mattinata e la strategia con la quale agire quella con la quale lo scorso 28 aprile ha ottenuto il servizio di riscossione di tutti i tributi proprio nel comune di Monte Sant'Angelo. Andrea Ciliberti e la sua amministrazione comunale hanno portato in aula la proposta di adesione alla creatura sipontina di gestione Tributi. Una partecipazione minima del 2% ma quel tanto da permettere l'aggiudicazione in house del servizio di riscossione, ossia evitando la procedura del bando di gara pubblico. L'aggio stabilito sulle somme riscosse è del 7%. Ma la scelta non è stata indolore. Durissimo è stato lo scontro tra maggioranza ed opposizione. Il dibattito esploso in consiglio quel giorno è molto interessante e vede in campo due fazioni i pro-esternalizzazione e i contro, vero tema del contendere. L'opposizione di centrosinistra si è opposta molto duramente alla proposta del  sindaco Andrea Ciliberti. L'accusa è stata quella di illegittimità degli atti: assenza di una completa relazione da parte dell'ufficio Bilancio e assenza di un serio studio della proposta fatta da gestione Tributi che non sarebbe stata neanche messa a confronto con le condizioni rispettate con il precedente riscossore, Ipe spa che ha gestito il servizio nella fase subito successiva alla partenza di Tributi Italia. E non solo, la critica  dell'opposizione in aula è andata oltre, nel momento in cui la maggioranza ha proposto di inserire nella convezione da stipulare con il privato un passaggio che obbligasse all'utilizzo di "professionalità acquisite durante la precedente gestione" di San Giorgio. Per la minoranza è una postilla inserita per ragioni di "parentela" tra consiglieri comunali amministratori e personale.

Infine l'aspetto economico: se Ipe è costata per un anno 170mila euro, Gestione Tributi ne costerà 245mila. Falsità per il sindaco che prima della votazione conclusasi con 11 voti favorevoli, ha risposto chiarendo che la società avrebbe dato "stabilità, efficienza ed esperienza superiori". Anche dal punto di vista economico Gestione Tributi è più conveniente, ha aggiunto Ciliberti dato che "se fosse oggi il riscossore l'aggio che otterrebbe per il recupero dell'evazione dell'Ici sarebbe del 7% mentre Ipe riceveva il 37,7% per la riscossione Ici". E mentre "Ipe aveva un aggio del 63% per le affissioni pubbliche, il nuovo gestore avrà il 7%".

Intanto resta alta l'attenzione su Foggia città. Arriva ieri la notizia della conferma del Tar della cancellazione di Tributi Italia dall'albo dei riscossori nazionale. Prosegue anche i lavoro delle fiamme gialle sull'arrivo di Aipa spa a Foggia. In base a quanto pubblicato da Teleradioerre, il nucleo di polizia tributaria sta indagando sulla presenza all'interno del gruppo commerciale di esponenti locali assorbiti proprio da Tributi Italia. La finanza presenterà a giorni al pubblico ministero il suo rapporto contenente sia questo aspetto che quello dell'accertamento della debitoria di Tributi nei confronti di Palazzo di Città che dovrebbe essere confermata a 2,5 milioni di euro.

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Commenti (1)Add Comment
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scritto da Zeus, 31 gennaio 2010
"Che viatezz" dicono a monte... Soldi pubblici presi e buttati per garantire un posto caldo, comodo e senza alcuno stress ai figli e cognati dei soliti noti... ricordo ancora oggi la vergogna di quel consiglio. 300.000 euro all'anno da noi pagati! non era più semplice regalarli direttamente ai dipendeti? avreste garantito uno stipendio degno a diverse persone anzichè a 4 o 5 priviliiati. Vabbè che ormai a monte nulla desta più scadalo. I porci comodi vostri li potete fare indisturbati...

skifo!

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