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"Dopo lo scippo dell'Ospedale e la sottoscrizione di un protocollo d'intesa sulla riconversione della struttura ospedaliera, completamente disatteso, c'è il rischio reale che, anche la struttura del centro di riabilitazione motoria Padre Pio, possa subire la stessa sorte." - si legge nella nota di Futuro e Libertà di Monte Sant'Angelo che chiede a gran voce - "la convocazione di un consiglio comunale straordinario o un'assemblea pubblica per fare chiarezza sul Centro Padre Pio e sullo stato dell'arte del nostro ex Ospedale."
La nota di Fli (Futuro e Libertà per l'Italia) sezione di Monte Sant'Angelo
Inaugurato quasi trenta anni fa, il servizio di riabilitazione potrebbe diventare un ricordo da riporre nella memoria collettiva di una comunità che vede, anno dopo anno, perdere servizi ed abitanti. Centinaia di trattamenti individuali di fisioterapia per patologie varie rischiano di trasformarsi in ricordo.
Così dopo lo scippo dell'Ospedale e la sottoscrizione di un protocollo d'intesa sulla riconversione della struttura ospedaliera, completamente disatteso, c'è il rischio reale che, anche la struttura del centro di riabilitazione motoria Padre Pio, possa subire la stessa sorte.
CHIUSURA DEFINITIVA!
Nonostante la proroga abbia consentito la continuità del servizio per ulteriori sei mesi presso l'attuale sede ( detta proroga scadrà a metà marzo 2012) , accade oggi che alcuni fisioterapisti, la coordinatrice del Centro di Monte, l'autista del pulmino siano stati trasferiti presso il Centro di Macchia frazione.
Risultato finale: tutti i nostri cittadini (circa 150 fra adulti e bambini) che usufruivano dell'assistenza presso il Centro di Monte Sant'Angelo, oggi risultano penalizzati pesantemente. Carenza di personale all'interno del Centro e soppressione del servizio "navetta", creano condizioni ostili per chi ha bisogno di assistenza presso il Centro.
Sembrerebbe che le prestazioni siano scese drasticamente a non più di 40 pazienti che, privati del pulmino, hanno grossissime difficoltà per raggiungere l'ambulatorio.
Ricordiamo al nostro Sindaco, Andrea Ciliberti che, qualche tempo fa, in merito alla paventata chiusura del Centro Padre Pio dichiarava: "Faccio un appello al Vescovo Castoro perché si attivi per scongiurare una simile eventualità. Siamo pronti a scendere anche in piazza".
E' per questo, oggi chiediamo al Sindaco di attivarsi affinchè il servizio non possa "morire" nel silenzio, come accaduto per l'ospedale, ma di trovare soluzioni (pulmino e nuova sede) per venire incontro alle esigenze dei cittadini di questa comunità.
Chiediamo l'immediata convocazione di un consiglio comunale straordinario o un'assemblea pubblica per fare chiarezza sul Centro di riabilitazione Padre Pio e perché no, anche sullo stato dell'arte del nostro ex Ospedale.
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