Martedì 16 febbraio, ore 19.00, presso il salone delle Clarisse, incontro-dibattito "Le ragioni della nuova crisi politica". Interviene Donato Di Bari, ex vicesindaco
Vi riproponiamo l'ultima intervista di Donato Di Bari rilasciata a Matteo Palumbo de l'Attacco.
Impossibilità di dialogo, rapporto malato tra amministratori e funzionari del Comune e una certa inadeguatezza nella gestione della res pubblica.
Questi i tre punti sui quali si incardina l'intervista che l'ormai ex vicesindaco di Monte Sant'Angelo, Donato Di Bari, rilascia nella redazione de l'Attacco. Questa conversazione scaturisce dal defenestrazione repentina di Di Bari avvenuta, per volere del Sindaco Andrea Ciliberti, a seguito di dichiarazioni rilasciate all'indomani dei risultati delle primarie Pd che hanno visto trionfare NichiVendola.
"Chiedevo a giusta ragione un cambiamento per la nostra città-dichiara Di Bari-. Un amministratore dovrebbe sempre cercare e volere il meglio per la propria comunità. Io, invece, sono stato vittima di una faida politica. D'altronde a Monte la politica ha vissuto sempre di contrapposizioni di persone o gruppi (vedasi l'eterno dualismo Matteo Fusilli-Donato Troiano). Schieramenti basati non su ideali o correnti di pensiero, ma su personalismi, e tutto ciò ha condizionato negativamente Monte Sant'Angelo".
Di Bari racconta quanto accadutogli negli ultimi giorni. "Mi sono sempre posto l'obiettivo di evitare quelle situazioni di cui parlavo pocanzi. Ma, sta di fatto che oggi, se un assessore rilascia una semplice intervista, lancia un allarme e fa autocritica, come risposta, senza possibilità di discussione in riunione politiche, viene cacciato (Di Bari non è stato convocato da Ciliberti, ma si è visto recapitare a casa, senza preavviso, la lettera di revoca delle deleghe)-prosegue-. C'era già un disagio in essere, ma se il sindaco sostiene che la mia intervista sia un messaggio deleterio e negativo, questo significa che siamo al cospetto di mancanza di libertà di parola e di vendetta. Ciliberti è proprio scivolato su una buccia di banana. Come pensiamo di sconfiggere la faida garganica se ci facciamo ritorsioni politiche e non c'è condivisione e dialogo?".
L'ex vicesindaco, pur essendo ancora molto amareggiato per quanto accaduto, racconta con molta lucidità ed equilibrio la situazione politico-amministrativa di Monte Sant'Angelo. "Ciliberti non è cattivo e non ha progetti sottobanco, ma il suo limite è quello di aver paura di confrontarsi con i cittadini e prendere decisioni. A questo punto mi chiedo: questo atteggiamento è dovuto al fatto di non avere idee o di sentirsi migliore di tutti?-aggiunge-. Questa situazione continua di limbo, ha penalizzato fortemente la nostra città. Inoltre, un'altra zavorra è il rapporto malato tra politici e funzionari. All'interno del Comune, non c'è affatto una vera organizzazione, e la colpa è del sindaco che non ha recepito le diverse proposte avanzategli. Non è possibile che si abbiano a disposizione da un 80mila euro per comprare uno spazzaneve, salvo scoprire che non abbiamo ancora il mezzo perché gli uffici interni bisticciano tra di loro. Sono passati ben 4 mesi dal provvedimento per comprare le finestre della Biblioteca comunale, ma anche in questo caso, è ancora tutto al palo, e la politica non interviene. L'unica soluzione possibile è avere una netta distanza nei rapporti di amicizia tra funzionari e amministratori-politici. Serve più trasparenza e prendere decisioni per il bene della comunità a prescindere da tutto e tutti".
Di Bari, candidamente, sostiene di aver più volte proposto (e in qualche caso ci è riuscito) una rotazione di funzionari e dipendenti degli uffici comunali, al fine di rendere più operativa e veloce la macchina amministrativa ("in certi uffici ci sono inspiegabili tempi elefantiaci di lavoro"). Proprio in queste settimane stava mettendo in piedi una rivoluzione copernicana per gli uffici di Palazzo di Città, e questo sarebbe il vero motivo dell'allontanamento.
Altre note dolenti, dolentissime, sono quelle del turismo e dell'Unesco. "Sul turismo siamo fortemente in ritardo. Quest'anno il sindaco aveva promesso fondi in bilancio per azioni di marketing, che non sono arrivati. Gli unici cenni di vitalità arrivano dalle associazioni-evidenzia-. Mancano le idee e la programmazione, e si va avanti solo grazie all'estro del singolo. Questa Amministrazione se vuole davvero andare avanti deve smetterla di decidere gli argomenti come cose fatte in casa. Intendo dire, che a Monte decidono sempre e solo i pochi soliti noti, come accaduto con la vicenda Unesco. Lo continuo a ripetere serve un comitato cittadino per gestire eventi di tale portata. Tra l'altro, possiamo contare su tanti uomini di cultura. Dal canto mio, mi sento di dire che l'ex assessore Nasuti ha illuso tutti, perché dal Ministero avevano fatto intendere che non ce l'avremmo fatta al primo tentativo".
Infine, si torna a parlare di politica. "Sono stato sempre poco ascoltato. Ho resistito, ho aspettato e riprovato a stare in questa Amministrazione. Forse, vista la palese mancanza di sensibilità dimostrata, è stato un errore, me ne dovevo andare da solo, ma nella mia vita ho lottato sempre sino in fondo e sentivo il dovere morale nei confronti dei cittadini di portare avanti quella lista civica che essi hanno voluto-conclude-. Sinceramente non so quanto possa resistere ancora questa Amministrazione. Quello che mi preoccupa è che essendo una maggioranza risicatissima (11 contro 10), essa possa essere sotto ricatto o ricattatore, il tutto a discapito del futuro di Monte. La politica dovrebbe dare idee e certezze, ma qui siamo fermi. Il segno di tutto ciò, è che i commercianti si stanno organizzando da soli".
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