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Un concorso giornalistico per non dimenticare

Scritto da Domenico Pacilli il .

La famiglia di Nicola Lovecchio, a 30 anni dal disastro Enichem, in collaborazione con Medicina Democratica e al Ausl Bat-1, ha indetto la prima edizione del concorso giornalistico intitolato al capoturno del magazzino fertilizzanti del petrolchimico sipontino.


Il 26 settembre 1976 era una domenica qualsiasi. Ma alle 8 di mattina di quel tragico giorno i 12000 abitanti del rione Monticchio di Manfredonia non furono destati dal trillìo della sveglia o dalla loro stazione radio preferita. Ciò che interruppe il loro sonno fu un boato. Il boato di un’esplosione. Senza saperlo, almeno non subito, dal quel momento il cielo azzurro sopra le loro teste non sarebbe stato più lo stesso.

L’esplosione era quella di una colonna di lavaggio dell’ammoniaca appartenente all’impianto Enichem situato a pochi chilometri dalla città. Un’esplosione che fece disperdere 10 tonnellate d’anidride arseniosa e 18 tonnellate di ossido di carbonio nel cielo di Manfredonia. Nicola Lovecchio era  “solo” un operaio, uno dei tanti impiegati nel petrolchimico. Ma, di fronte a quella catastrofe, ebbe la forza di andare oltre, di non accontentarsi del “nulla di grave”, con cui i dirigenti dell’impianto Enichem, liquidarono la tragedia.

Fu un irrefrenabile senso di giustizia a guidare Nicola Lovecchio; fu capace di una ricostruzione scientifica dei cicli produttivi individuando i cancerogeni presenti nell´industria chimica. Senza il meticoloso lavoro realizzato dall’ex capoturno del magazzino fertilizzanti, non si sarebbe giunti al processo tutt’ora in corso nei confronti dei 12 dirigenti Enichem per disastro ambientale.

Lovecchio è scomparso nel ’97, all’età di 49 anni, per un tumore al polmone. E’ morto ribadendo che “il prioritario diritto alla salute non deve essere mai subordinato al profitto”.

A 30 anni dal dramma che fece di Manfredonia la Seveso del Sud, la famiglia, in collaborazione con Medicina Democratica e al Ausl Bat-1, ha indetto la prima edizione del concorso giornalistico intitolato al capoturno del reparto insacco-fertilizzanti del petrolchimico.

Il concorso nasce con l’intento di dare un riconoscimento a quei giornalisti che con il loro lavoro ricordano tutti coloro che rischiano la vita sul posto di lavoro, sul luogo dove trascorrono metà della loro giornata; a tutti quei cronisti che si sono segnalati nelle loro inchieste sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che si impegnano nonostante la dura consapevolezza del fatto che nessun bell’articolo potrà mai restituire la vita ad un operaio. 

idmTV

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