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Oggi, 27 gennaio, ricorre la Giornata Internazionale della Memoria, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, per ricordare lo sterminio degli ebrei, la Shoah, la persecuzione, le leggi razziali, la morte, l'orrore dell'azione dell'uomo che dal 1938 al 1945 si è macchiato del più terribile dei crimini della storia. "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" (Primo Levi)
GIORNATA DELLA MEMORIA - Istituita in Italia nel 2000 (legge 211 del 20 luglio 2000), la Giornata Internazionale della Memoria si celebra il 27 gennaio, data dell'abbatimento dei cancelli di Auschwitz, per ricordare lo sterminio degli ebrei, la Shoah, la persecuzione, le leggi razziali, la morte, l'orrore dell'azione dell'uomo che dal 1938 al 1945 si è macchiato del più terribile dei crimini della storia.
Una giornata per ricordare e riconoscere l'inferno che apparve dietro quel cancello con la scritta "Arbei macht frei" (il lavoro rende liberi) perchè come disse Primo Levi "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario".

Conescere è necessario perchè ancora oggi all'ombra del male che è stato, sentimenti antisemiti, violenza razziale e negazionismo minano pericolosamente i valori che faticosamente si è cercato di difendere dopo quella barbarie.
La storia deve insegnare a non commettere mai più un simile crimine contro l'umanità. Ed è dalla storia che si deve partire per onorare il "peso della memoria".
LA SHOAH- È il vocabolo che definisce il genocidio della popolazione ebraica operata dai nazisti. Voce biblica che significa "catastrofe, desolazione, disastro", non ha in realtà alcun significato religioso rappresenta invece l'azione criminale finalizzata alla distruzione di massa di una popolazione, di un gruppo raziale o religioso. L'odio antisemita rappresenta il motivo conduttore del nazismo alla disperata ricerca della difesa della razza pura, la cosiddetta razza ariana. Con l'inizio della seconda guerra mondiale (1939) le politiche anti-ebraiche già messe in atto dal Partito Nazista in Germania con il razzizmo di stato, vennero fortemente intensificate con la concreta messa in atto della "soluzione finale del problema ebraico".
Furono uccise 6 milioni di persone, non solo ebrei ma anche zingari, testimoni di Geova, omosessuali, sovversivi, anarchici.

L'ITALIA E LA DEPORTAZIONE- Dal 1939 al 1945, l'Italia Fascista fu Paese antisemita dapprima con la "persecuzione dei diritti degli ebrei" (fino al 1943), con il censimento delgli ebrei ad impostazione razzista e con l'approvazione della Dichiarazione della razza; e successivamente, dal settembre 1943 al 25 aprile 1945, con la "persecuzione delle vite degli ebrei" che si concretizzò con l'assimilazione della politica nazista di arresto, concentramento, deportazione ed eliminazione degli ebrei.
"I LUOGHI DELLA MORTE" – Auschwitz, Belzec, Sobibor, Treblinka sono impressi nella memoria collettiva come i luoghi simbolo dei percorsi della morte. In particolare Auschwitz, situato in Polonia, fu il più grande capo di sterminio di quella che viene definita la "macchina della soluzione finale degli ebrei".
Privati della loro dignità, gli ebrei venivano deportati in treni merci. Fatti scendere sulla rapa dei giudei (Judenrampen), in cui venivano selezionati e divisi fra uomini e donne, i deportati perdevono ogni diritto ad essere considerati persone, marchiati con un numero di matricola perdevano il diritto al nome, alle generalità. La maggior parte di essi finivano immediatamente nelle camere a gas, gli altri costretti ai lavori forzati e a condizioni di vita disumane si spegnevano dolorosamente per poi finire in camere a gas e forni crematori.
IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MANFREDONIA - Anche la nostra vicina Manfredonia fu sede di un campo di concentramento collocato nel mattatoio. Funzionò dal 16 giugno 1940 al 31 luglio 1943. Fu luogo di prigionia per 519 internati antifascisti, anarchici sovversivi ed ebrei . Rappresentò per lo più un luogo di passaggio, la maggioranza dei detenuti veniva infatti trasferita successivamente in altri campi.
Sei milioni di vite furono dunque spezzate con il più crudele progetto di morte collettiva. Un progetto incomprensibile privo di umanità di cui nessuno di noi può dimenticare la gravità.
Affinchè il Giorno della Memoria non diventi una vuota e sterile celebrazione, questa giornata deve caricarsi di un importante compito che vorrei definire da un lato di "vigilanza" poichè ognuno di noi consapevole di ciò che è stato possa vigilare sulla memoria di ciò che è accaduto, sulla impossibilità che qualcuno neghi l'orrore della Shoah, sulla difesa dei diritti umani, sull'indifferenza verso l'intolleranza perchè nessuno oggi possa dire "io non sapevo". Dall' altro di "consegna" alle giovani generazioni di questa memoria, affinchè non sentano troppo lontana questa triste parte di storia della "civilissima" Europa.
La nostra memoria narrativa deve essere lo strumento per evitare che questo accada.
A cura di Rossella Ciuffreda -
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