Il caso di Sarah Scazzi, la ragazzina di 15 anni scomparsa da 11 giorni da Avetrana, ci riporta alla memoria un altro adolescente sparito nel nulla: Alessandro Ciavarrella, il ragazzino di 16 anni scomparso da Monte Sant'Angelo la mattina dell'11 gennaio dello scorso anno.
"Arriva un momento, nella vita di tutti noi, in cui viene richiesto uno sforzo, o meglio un dovere civile". Esordisce così Annalisa Loconsole, presidente di "Penelope Comitato per la Puglia", l'associazione che riunisce parenti e amici degli scomparsi, quando le chiediamo di intervenire sul ragazzo garganico.
Quella mattina Alessandro uscì di casa , per recarsi al 'Byron Cafè' dove - disse - doveva incontrare alcuni amici, rassicurando i familiari che sarebbe tornato per l'ora di pranzo. A casa non è più tornato.
La famiglia lo cerca da allora. Senza mai arrendersi, senza mai credere alle voci di paese che lo vedevano coinvolto in un caso di lupara bianca.
"A Monte Sant'Angelo c'è qualcuno che sa ma non parla" - tuonano le parole di Annalisa Loconsole tra i vicoli stretti del paese caro all'arcangelo San Michele. "Chiunque abbia un indizio, anche in forma anonima, deve comunicarlo, perchè è giusto che la famiglia sappia. E' giusto che conosca la verità, amara o dolorosa che sia, ma pur sempre la verità".
Deludenti le ricerche fino a questo momento; deludente anche l'unica pista investigativa. Qualche tempo fa vennero comparate tracce biologiche di Alessandro, rilevate in un garage, con quelle di due ragazzi, due amici che il giovane avrebbe dovuto incontrare proprio la mattina della sua scomparsa. Ma i risultati hanno fatto cadere l'ipotesi accusatoria.
Oggi, però, il ricordo di Alessandro sta lentamente scivolando nel dimenticatoio. I riflettori si stanno spegnendo, c'è un progressivo disinteressamento dell'opinione pubblica.
Forse una scelta voluta; una strategia attuata da chi vuole sotterrare, per sempre, la sua scomparsa, la sua memoria.
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