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il diario Montanaro

(Ben)Tornata routine PDF Stampa E-mail
Scritto da Domenico Pacilli   
Mercoledì 01 Settembre 2010 16:29

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Dall'ombrellone alla scrivania. Con l'editoriale di Domenico Pacilli la redazione de "il diario Montanaro" augura buon restart a tutti. Si riparte.


Un programma ben chiaro, definito in ogni punto. Relax, sole, mare, montagna oppure viaggio in auto, camper e simili. No a stress, no a tensioni, smaltendo rancori covati in un anno o al più dallo scorso Natale. Momenti formidabili e densi, da pascià. Letture leggere, da ombrellone. Procuratori improvvisati armati di Gazzetta (Il rosa domina l'orizzonte costiero) e fanatici di legal-thriller uniti nell'obiettivo estremo: ozio. Sacrosanto, voluto, cercato.  Come l'amore da spiaggia. Fugace ma intenso. Intrappolato per sempre in un pezzo da hit-parade destinato inesorabilmente alle compilation revival autoprodotte qualche anno dopo.

Compagni di viaggio occasionali. Visi e volti con scadenza a 15-20 giorni.  Giusto il tempo di riapprodare alla dimensione smodatamente terrena di una quotidianità di facce consuete, pratiche rodate e scartoffie di qualunque genere e dimensione. Che sono ancora lì. Intatte come quando con fare trionfante hai salutato tutti nella speranza di ricominciare carico e riposato. "Stacco per un pò", si dice. Il tempo di un ultimo sguardo all'habitat da letargo, e poi via.  Verso i riti di un culto chiamato "vacanza".

Poi, quasi senza accorgersene, il risveglio. Nell'aria, tra una partita a calcetto, un cocktail e un pasto freddo cominciano a circolare parole come "controesodo", "sindrome da rientro". La radio trasmette i Righeira: è la fine. Una bomba recondita innescata.

Normale routine. Suona come un allarme. L'incubo di fine estate. Ritorno alla monotonia. Alle sveglie impostate ore 7.00 minuto più minuto meno. Allo standardizzato e collaudatissimo  "Caffè - vestizione - macchina - ufficio" con varianti legate all'età, alla professione e all'eventuale titolo di studio. Il signor Procrastinare presenta il conto. Le scartoffie reclamano attenzione, l'agenda necessita qualche spuntata agli impegni, mentre Agosto va via con stile, firmando giornate splendide fuori dalla finestra dietro la dannata scrivania. Parola d'ordine: restart. Stress, ansia e loro derivati all-inclusive. Come il pacchetto vacanza prenotato, con largo anticipo, a maggio.

Da "Re del tiro alla fune" ci si ritrova "impiegato del mese". Metamorfosi al limite del traumatico. Unica soluzione: dilatare il tempo, prolungando gli effetti benefici dell'estate. Gli esperti a vario titolo pubblicano prontuari ad hoc. Fondamentale il rientro qualche giorno prima. L'ipotesi ha un che di paranormale. Applicazioni concrete: nessuna. Mettiamola pure così: i giorni sono pochi, meglio goderseli fino all'ultimo minuto.

Regola numero due: evitare di passare ore a vedere le foto delle vacanze. Piuttosto, bruciare la scheda di memoria. Le espressioni mostrate in foto non vi appartengono più. Allora eravate felici, ora rischiate il collasso.

Cruciale, il capitolo abbronzatura. Da operazione nostalgia. I segni dell'estate vengono cancellati rispettivamente da bagnoschiuma e detergenti di varia natura. Contro acqua e sapone, nessuna resa forzata. Cure a base di crema autoabbronzante e guanto di loofah anti-cellule morte.

Frenesia contro mente libera, divertimenti  contro impegni, cene contro bollette in scadenza. E' scontro aperto, al limite del regolamento. Eppure, l'approdo definitivo nel pianeta "Lavoro - studio" è inesorabile.

Settembre è il termine ultimo. Bandiera bianca anche per gli irriducibili delle ferie intelligenti. Neanche tanto, poi. L'agonia è solo posticipata. Aspettando Natale.

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