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il diario Montanaro

Manfredonia, il monito di Mons. Castoro: "Dobbiamo sconfiggere la faida mafiosa" PDF Stampa E-mail
Scritto da saverio serlenga - teleradioerre   
Mercoledì 01 Settembre 2010 16:01
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Oltre cinquemila fedeli hanno preso parte alla processione del quadro della Madonna di Siponto, santa patrona di Manfredonia. Il corteo religioso, guidato da mons. Michele Castoro, si è snodato per le principali vie della città per poi concludersi in piazza Papa Giovanni XXIII dove l'arcivescovo di Manfredonia-Vieste e San Giovanni Rotondo ha lanciato l'appello ai tanti fedeli presenti.


"Anche noi abbiamo vissuto momenti difficili quando, nei mesi scorsi, sono stati commessi efferati omicidi, che hanno gettato nello sconcerto i cittadini onesti. Pensavamo che nel nostro paese civile fosse stata sconfitta la faida criminale e mafiosa, e invece rimane ancora tanta strada da fare. Forse la nostra testimonianza non è ancora tanto efficace. Viviamo bene dunque la nostra fede ogni giorno e allora i tempi saranno migliori".

Castoro ha parlato anche di solidarietà. "Manfredonia è una città che sa ascoltare il grido dei poveri. Manfredonia sa incontrare quelli che vivono in maniera spesso nascosta il loro disagio. C'è già un impegno quotidiano capillare da parte di istituzioni, parrocchie, associazioni e singole persone, che esercitano in maniera ammirevole la loro opera, spesso gratuita, in favore di poveri e di immigrati. Prossimamente sarà inaugurata a Manfredonia, ad opera della diocesi, la grande "Casa della Carità", che è ormai in avanzata fase di ultimazione. Mi auguro che questa nuova struttura possa spingere sia gli enti pubblici che i privati a fare di più perchè con la carità si contribuisce a costruire la città solidale, la città di tutti. Infine l'appello ai giovani.'Aiutiamoli ad assumersi le loro responsabilità di fronte alla vita, adoperiamoci ad assicurare loro un lavoro dignitoso che consenta di formarsi una famiglia propria. Ma allo stesso tempo non stanchiamoci di ricordare loro l'importanza del valore della vita e i gravi pericoli a cui vanno incontro quando assumono comportamenti insani e trasgressivi. Non possiamo, infine, non far sentire il nostro grido a difesa della famiglia, che resta la prima e indispensabile cellula della società ma che oggi è sempre più esposta alla insidia della disgregazione".

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