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il diario Montanaro

“Green Economy”: è più speculazione o più economia? PDF Stampa E-mail
Scritto da angela bisceglia   
Sabato 06 Febbraio 2010 16:26

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"Per attivare un corretto processo di Green Economy in Capitanata bisogna fare sistema". Il quarto incontro del Focolare d'Inverno sull'economia verde...


Il quarto incontro del "focolare d'inverno" si è tenuto venerdì 5 febbraio nel Laboratorio delle idee e dei progetti. Le associazioni Arci nuova gestione, Obiettivo Gargano e Legambiente hanno avuto il piacere di accogliere ospiti rappresentativi di diversi settori coinvolti in questa realtà, secondo molti diventata ormai una "moda".

I relatori sono stati: Pasquale Pazienza, Assessore Provinciale alle Attività Produttive; Massimo Monteleone, responsabile ambiente per il rettorato dell'Università di Foggia; Antonio Salandra, Presidente di "Fortore Energia"; Nicola Danza, Associazione 3A; Gianfranco Pazienza, ambientalista e Franco Salcuni, Presidente Legambiente FestambienteSud.

Tutti gli ospiti si sono trovati d'accordo sullo stesso concetto di partenza: è attualmente in vigore un sistema di DEMOCRATIZZAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI, ossia non ci sono più pochi grossi gruppi (ENI, SHELL, ecc.), ma parecchi piccoli gruppi di produzione di energie rinnovabili che hanno di fatto capovolto la produzione e di conseguenza cambiato l'economia. Per attivare un corretto processo di Green Economy, bisogna creare un SISTEMA: istituzioni (scuola, università, politica, ecc.), imprenditori, banche devono organizzare dei tavoli di discussione, governando e ascoltando le altre parti per poi giungere ad una decisione comune.

Come ha espresso Salandra: "non ci vuole un grosso lavoro di ricerca, basterebbe organizzare un semplice pullman con istituzioni, imprese e andare in un luogo dove si ha già un'esperienza pluriennale, osservando cosa è stato fatto". Ma quello che fino ad ora si è assistito in Puglia è stato un proliferarsi di impianti di grosse dimensioni, senza tener conto degli approvvigionamenti insufficienti di questa regione per sostenere tale ruolo di "bruciatore". La stessa agricoltura - ha ribadito l'assessore Pazienza - risponde alla logica della sovra produzione e non a quella della qualità.

Monteleone ha illustrato questo quadro: l'eolico ha ormai raggiunto un numero cospicuo di impianti; il fotovoltaico si trova in una fase di intenso sviluppo; gli impianti di biomassa sono allo stadio iniziale di sviluppo (90 MW). Si tratta di progetti, nella stragrande maggioranza, di taglia elevata (15-25 MW).

Salcuni, alla luce di questo quadro, ha chiesto: fino a che punto la Green Economy sostituisce un altro prodotto e cosa lascia nel nostro territorio in termini reddituali?  Il quadro reddituale è desolante per un territorio che sta investendo molto in questo settore (Puglia prima in Italia, Capitanata prima in Puglia): si è stimato il 25% in fase di installazione (gli aerogeneratori sono acquistati all'estero) e appena il 7-10% nella fase di gestione. Danza ha aggiunto: questo territorio è stato colonizzato dal rinnovabile e ha subito un processo di utilizzazione delle materie prime da parte di imprenditori esterni, di conseguenza il reddito è buono per loro e non per il territorio.

Gianfranco Pazienza ha delucidato l'importanza di calibrare gli interventi correttamente, integrando l'utenza al valore della produzione, facendo l'esempio dell'inutile, a suo parere, eolico offshore a Ischitella contrariamente all'utile e non dannoso offshore a Manfredonia.

Per ovviare a tali pecche, la Provincia, a detta dell'assessore Pazienza, sta lavorando, sulla base di analisi, per avviare un processo di pianificazione nell'ambito del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale al fine di privilegiare la micro generazione diffusa, quindi piccoli progetti, più facilmente investibili anche per le banche, che diano la possibilità di lasciare nel territorio quanto più reddito possibile.

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