Dopo circa quindici mesi di lavori di restauro, si alza il sipario su uno dei teatri più suggestivi della nostra città: riapre il giorno 22 giugno il Castello di Monte Sant'Angelo.
Dopo l'intervento di recupero e rifunzionalizzazione, operato con i fondi europei del P.I.S. 15 - Gargano, si restituisce alla città uno dei simboli della sua lunga storia. Un maniero dalla pianta irregolare che prolunga verso il cielo lo sperone di roccia sul quale si erge con austera solidità.
È un luogo carico di suggestioni che si erge su un passato ben più antico dell'epoca della sua materiale edificazione. È certo che il luogo era già frequentato, probabilmente per la sua sacralità, fin dall'età del bronzo, perciò la sua attuale mole potrebbe nascondere testimonianze della presenza dell'uomo che affondano le radici nell'epoca in cui le grotte erano albergo di perduti culti e le sepolture, scavate a forma di campana, accoglievano i defunti deposti in posizione fetale nel grembo della madre terra.
In attesa che l'archeologia restituisca continuità materiale alle epoche trascorse, indagando l'ultra millenaria stratificazione delle costruzioni, alla sensibilità del visitatore è affidata la percezione dell'energia vitale che traspira dal luogo ed inebria ancora gli ambienti del castello.
Interverranno:
Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant'Angelo
Giandiego Gatta, Preside del Parco Nazionale del Gargano
Giorgio Otranto, Università degli studi di Bari
Raffaele Nigro, scrittore e giornalista RAI 3
S.E. Mons. Domenico D'Ambrosio, Arcivescovo Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
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