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il diario Montanaro

A Monte Sant’Angelo si “urla” no alla faida PDF Stampa E-mail
Scritto da rosa cotugno   
Domenica 28 Febbraio 2010 11:41

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La manifestazione del NO FAIDA DAY è stata un segno di risveglio sociale, una pagina importante di cui si sentiva la mancanza non solo a Monte Sant'Angelo, ma nell'intera regione Puglia.


Tremila persone hanno partecipato alla fiaccolata del No Faida Day, che, giovedì 25, ha percorso le strade di Monte Sant'Angelo. Decine di fasce tricolori, a rappresentanza di molti comuni della provincia, membri delle forze dell'ordine,  cittadini di ogni colore politico, rappresentanti delle associazioni, giovani e giovanissimi  hanno espresso in modo forte e plateale il proprio no alla mafia e alle varie forme di criminalità che avvelenano giorno dopo giorno il nostro territorio.

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La manifestazione è iniziata con il tavolo tecnico tenutosi presso la sala consigliare del Comune di Monte Sant'Angelo, nel quale è stato redatto ed approvato il documento programmatico, sottoscritto da tutto il Comitato Promotore. Più volte si è sottolineata la volontà di voler proseguire il lavoro iniziato con la manifestazione, con una serie di iniziative formative che verranno messe in atto nei prossimi mesi.

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Il corteo dei garganici ha sfilato con la profonda convinzione di lasciare un forte segnale di riscatto sociale. Si è sfilato tutti assieme per le vie cittadine sino ad arrivare in piazza Beneficenza, qui gli interventi del Sindaco Andrea Ciliberti, che ha sottolineato l'importanza di creare una cultura della legalità da condividere in modo attivo e proficuo con scuole e associazioni. Il Presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, ha posto l'accento sulla necessità di coinvolgere le associazioni e i giovani, affinchè lavorino insieme con le istituzioni per far sì che Monte Sant'Angelo diventi la capitale della Puglia per la lotta alla mafia e alla criminalità. L 'importanza dell'educazione alla legalità è stata espressa e condivisa anche dal Vescovo di Manfredonia, Mons. Michele Castoro.

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Particolarmente toccante l'intervento di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia: "Questo paese era famoso per i pellegrini che venivano da ogni parte in devozione a San Michele. Nel corso degli anni, Monte Sant'Angelo è diventata tristemente famosa per il sangue, per la faida. Ma a me non piace questa parola. Le faide c'erano nel dopoguerra, quando si parlava di liti tra vicini per questione di confini o per abigeato. Ma quando la faida diventa controllo del narcotraffico, quando incontra la speculazione e l'abusivismo del cemento, quando si espande in tutto il Gargano, scende giù fino al mare di Manfredonia, ficca il naso nel Contratto d'area, quando si insinua nelle pubbliche amministrazioni  e cerca di condizionare le attività economiche non è più una guerra tra due famiglie. Non è più faida. È un'altra cosa. È un tessuto di criminalità organizzata che si sta insediando sul territorio." Vendola ha poi puntato il dito contro il silenzio, che per molti anni è stata la risposta di istituzioni e società civile ai fatti che insanguinavano il nostro territorio: "Per voler bene alla nostra terra dobbiamo saper indicare il male senza omertà. Se si ha paura di indicare nome e cognome di chi fa del male, vuol dire che il male ha messo radici." "Il fatto che in pochi mesi siano stati ammazzati a Monte Sant'Angelo e Manfredonia i principali e più famosi capimafia rappresenta una sconfitta dello Stato".

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A chiudere, don Luigi Ciotti, Presidente nazionale di Libera, particolarmente emozionato dalle frasi dei ragazzi di Monte Sant'Angelo, scritte su alcuni manifesti lungo il percorso della fiaccolata: "Le frasi di questi ragazzi rappresentano una voglia di cambiamento, una risposta a quello che sta accadendo, una lezione per gli adulti, che devono essere capaci di ascoltare i giovani, che sono non il futuro ma il presente della nostra società". "Quello di oggi è un momento di responsabilità collettiva, una presa di coscienza del fatto che il cambiamento ha bisogno dell'impegno di ognuno di noi. La legalità deve partire dalle nostre coscienze: prima di chiedere agli altri, bisogna fare un esame di coscienza ed educarci alla responsabilità".

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A chiudere la manifestazione, in tarda serata, i ragazzi delle band di Monte Sant'Angelo.

Intenso ed emozionante il brano che il gruppo hip hop, LA TRIPLICE INTESA, ha composto per questa giornata speciale: un responsabile atto di denuncia contro la mafia che si candida a pieno diritto a diventare la colonna sonora del NO FAIDA DAY.

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