In questi giorni è stato pubblicato il romanzo intitolato "Ai confini del Reame" del nostro concittadino Matteo Rivino.
Matteo Rivino, nato a Monte Sant'Angelo, vive dal 1961 a Milano, dove ha trascorso l'intera vita lavorativa come dirigente di aziende industriali.
Attaccatissimo al suo paese d'origine, dove trascorre ogni anno le vacanze estive, nel 2006 pubblica in proprio il libro autobiografico "I virtuosi della trottola", dedicato a parenti e amici.
Con I virtuosi della trottola, che riscuote grande successo tra il pubblico cui è destinato, Rivino offre uno spaccato della vita quotidiana di Monte Sant'Angelo, visto soprattutto con gli occhi nostalgici della prima gioventù.
Nel 2007 , in collaborazione con Francesco Corbellini, ex presidente dell'ENEL scrive per la Sestante Edizioni di Bergamo un volume dedicato alla vita della società GIE, di cui è stato dirigente per 25 anni.
Nel 2010, sempre per la Sestante Edizioni di Bergamo Rivino pubblica " La vita da prete di don Francesco " ( don "Ciccio" Ciuffreda ), parroco della Chiesetta e del rione Fosso di Monte Sant'Angelo, che " ha umanizzato il soprannaturale a beneficio del prossimo, cui ha dedicato la vita ".
Ancora nel 2010, per Seneca Edizioni di Torino, Matteo Rivino pubblica il suo primo romanzo "Ai confini del Reame".
Il romanzo narra la storia di due giovani, Luigino e Michele e delle loro rispettive famiglie, una dell'aristocrazia terriera, l'altra popolare, tra fine Settecento e inizio Ottocento. La vicenda si svolge a Monte Sant'Angelo ai confini, appunto, del regno di Napoli, al tempo di re Ferdinando IV di Borbone. Furono gli anni in cui, sull'onda della rivoluzione francese e sotto la spinta delle armate napoleoniche, ebbe inizio il tramonto del sistema feudale, che per secoli aveva immobilizzato la società e l'economia del Sud Italia, e la trasformazione della proprietà terriera feudale in proprietà terriera privata (borghese).
"I fatti narrati ne Ai confini del Reame - recita la quarta di copertina - rendono omaggio al primato della ragione e alla forza dei sentimenti contro regole e convenzioni retrive che in ogni tempo si oppongono al progresso civile e sociale dell'uomo ".
Un romanzo bellissimo, scritto con passione e che si legge con trasporto, con il quale Rivino, ancora una volta, ci offre uno squarcio illuminante sul nostro passato, più o meno immobile fino al secondo dopoguerra.
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