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Oggi ricorre il terzo anniversario dalla scomparsa di Alessandro Ciavarrella. Purtroppo nessuna novità in merito. Anna Maria, la sorella a ildiariomontanaro.it: "Mi sento di dire, anche a nome della mia famiglia, che noi nonostante tutto non ci arrenderemo mai, andremo sempre alla ricerca della verità e ci appelliamo alla coscienza di chi sa affinchè parli". Una brutta pagina per Monte Sant'Angelo ma soprattutto una grande sconfitta sociale per l'intera comunità. ildiariomontanaro.it è vicino alla famiglia.
La storia e le tappe del caso di Alessandro Ciavarrella, 17enne scomparso da Monte Sant'Angelo l'11 gennaio 2009 (articolo di Rosa Cotugno).
È domenica mattina, Alessandro esce di casa per raggiungere degli amici e non vi fa più ritorno. Partono le ricerche, si comincia a parlare di brutti giri che il ragazzo forse frequentava, ma nessuno vuole o può dare indicazioni più precise. Tutta la città si raccoglie intorno alla famiglia, organizzando una fiaccolata per chiedere il ritorno a casa del ragazzo (Focus); le telecamere di "Chi L'ha visto" vengono più volte in città per aiutare le ricerche, ma di Alessandro non c'è nessuna traccia.
Ma le indagini non si fermano: a giugno vengono ritrovate delle tracce ematiche nel garage di uno degli amici di Alessandro, che viene iscritto nel registro degli indagati assieme ad un altro ragazzo: il DNA confermerà, però, che quel sangue non appartiene ad Alessandro, e questa pista si ferma qui.
Tutto tace fino a novembre 2010, quando, dopo l'appello fatto dalla mamma di Sarah Scazzi alle telecamere di "Quarto Grado", si riaccendono le luci sul caso Ciavarrella. Il 23 novembre due lettere anonime, vengono recapitate alla redazione de ildiariomontanaro.it e all'associazione Penelope, l'Associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, e sembrano suggerire nuove piste. Nella prima missiva, una sedicente sensitiva consiglia di concentrare le ricerche in una zona particolare del circondario di Monte Sant'Angelo, dando indicazioni precise del luogo (Focus). L'autore della seconda lettera afferma, invece, che Alessandro si era messo in un giro più grande di lui, frequentando cattive compagnie, persone che si occupavano di droga, estorsioni e furti d'auto, ed è proprio con queste persone che aveva appuntamento quella domenica mattina, per parlare di affari, affari su cui Alessandro forse non era d'accordo. In particolare, nella lettera si parla di tre persone, di cui vengono fatti nomi e cognomi, su cui ora stanno indagando le forze dell'ordine. (Focus).
L'11 gennaio 2011, a due anni esatti dalla scomparsa di Alessandro, sono stati organizzati un corteo e una conferenza stampa, per fare il punto della situazione (Focus).
L'ultimo aggiornamento reso pubblico, per quanto riguarda le indagini, è del gennaio 2011, pochi giorni dopo la manifestazione organizzata per ricordare Alessandro: a Monte Sant'Angelo sono arrivati il georadar e i cani dal fiuto molecolare, unità cinofile altamente specializzate che hanno scandagliato il territorio; durante le operazioni di ricerca sono stati rinvenuti diversi reperti, ora al vaglio dei RIS di Roma e dell'Istituto di Medicina Legale.

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