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il diario Montanaro

Omicidio Alfieri: un ritorno fatale PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Giovedì 14 Gennaio 2010 17:00

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Continuano le indagini degli uomini dell'Arma per l'omicidio di Michele Alfieri ucciso ieri a Monte Sant'Angelo davanti ad un bar in pieno centro.


La vittima, pregiudicato di 35 anni, non girava armata, pertanto doveva sentirsi tranquilla. Viveva a Vazago, in provincia di Milano ed era tornato nel suo paese natale una prima volta a metà novembre, in occasione del parto della sorella; poi una seconda volta a fine dicembre per le festività natalizie, un ritorno che gli è costato la vita.

Verso le 19.30, infatti, il pregiudicato si stava intrattenendo con alcuni amici davanti al locale, quando due individui a volto coperto si sono avvicinati, freddandolo con 6 colpi calibro nove, tutti al volto. Poi sono fuggiti a piedi.

Dalle prime ricostruzioni e testimonianze rilasciate ai carabinieri da alcuni testimoni presenti al fatto di sangue, si tratterebbe di due uomini di media statura e piuttosto longilinei. Intanto nella notte gli uomini dell'Arma hanno ascoltato 15 persone tra teste e familiari della vittima, in più hanno eseguito 6 esami dello stub "trasversali" tra Manfredonia e Monte Sant'Angelo a persone vicine sia al clan dei Libergolis, sia a quello dei Romito.

Gli investigatori dell'arma non escludono nessuna ipotesi sebbene la pista più battuta, fino a questo momento, resta quella della risposta all'uccisione di Ciccillo Libergolis, avvenuta la sera del 26 ottobre scorso.

michele_alfieri.jpgMichele Alfieri assassinò la mattina del due marzo 1992 in piazza a Monte Sant'Angelo, con sette colpi di pistola Matteo Libergolis, figlio maschio di Ciccillo. Subito dopo si consegnò alla giustizia e venne condannato a cinque anni e mezzo. Lo fece - dichiarò agli inquirenti - per vendicare la morte del padre Peppino ammazzato, insieme allo zio Pietro, nel marzo del 89.

"E' rischioso privilegiare una pista - ha detto questa mattina il maggiore dei carabinieri Rocco Italiano, comandante del reparto operativo di Foggia - così come è rischioso analizzare i nuovi episodi criminali del Gargano basandosi solo sulle vecchie alleanze".

L'unico fatto certo è che questo omicidio si aggiunge ad una lunga serie di "regolazioni di conti" finite nel sangue, e riporta la paura nel paese dell'Arcangelo.


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