Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile nazionale del settore Mare, interviene sulla vicenda dei capodogli spiaggiati nel Gargano.
"Da un anno l'Italia è senza servizio anti-inquinamento marino: alla flotta Castalia non è stata rinnovata la convenzione con il ministero dell'Ambiente". Lo dice Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile nazionale del settore Mare, rispetto ai primi risultati dell'autopsia svolta sui capodogli spiaggiati sul litorale del Gargano a Peschici, in provincia di Foggia, che hanno rivelato "tracce di rifiuti plastici nello stomaco dei cetacei".
All'interno di quattro dei sette mammiferi, aggiunge Venneri, "sono state trovate, infatti, buste, pezzi di corda, scatolette, reti e contenitori di vari materiali, ingeriti probabilmente per errore, perchè scambiati per calamari". Un avvenimento "gravissimo - prosegue - ennesimo segnale dell'inquinamento dei nostri mari. Ad oggi, infatti, le plastiche, insieme allo sversamento di idrocarburi, rappresentano uno dei principali rischi per l'ecosistema marino poichè costituiscono l'80% dei rifiuti galleggianti".
Secondo Venneri si tratta di "un avvenimento dovuto al minor controllo del mare, ma anche alla mancata prevenzione e intervento in caso di grave inquinamento marino. Dal gennaio di quest'anno, infatti, dopo quasi 15 anni di onorata carriera, la flotta Castalia, i cosiddetti "spazzini dei mari", non si è vista rinnovare la convenzione con il ministero dell'Ambiente, smettendo la sua funzione di presidio del Mare nostrum". Il pericolo dell'inquinamento marino, conclude il responsabile di Legambiente, ed "in particolar modo delle materie plastiche è una minaccia sia per le specie di cetacei, pesci, uccelli e tartarughe, sia per la salute umana. Queste sostanze, infatti, attraverso la catena alimentare, possono arrivare anche sulle nostre tavole".
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