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Virus A/H1N1: sopravvalutata la sua pericolosità PDF Stampa E-mail
Scritto da alessandro facciorusso   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 19:11

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Scampato il pericolo della tanto famigerata, temuta e celeberrima pandemia influenzale da Virus A/H1N1, si sono intravisti, timidamente, dei rigurgiti sull'argomento di natura soprattutto politica, considerando come al solito l'emotività del popolo (ed il popolo stesso) un accessorio.


A fine gennaio il Ministro della Salute Ferruccio Fazio in alcune dichiarazioni rese ai giornali e ai media, considerava scemato l'allarme di pandemia dell'influenza da virus A/H1N1, tanto da chiudere anche il servizio d'informazione ministeriale messo su ad hoc sulla faccenda. Qualche dichiarazione in particolare, ha provocato il mal di stomaco di qualche politico d'opposizione; non si è fatta attendere la risposta dando anche definizioni del tipo "Vaccini truffa"!

Prima di continuare, devo annoiarvi con qualche dato, ricavato è vero dal sito del Ministero della Salute, ma fino a prova contraria il più attendibile e accreditato per questi dati; anche perché sono convinto che ci lavorino tanti professionisti e studiosi super partes.

Il punto della situazione alla settimana 4 (25-31 gennaio 2010) era la seguente:

-        898.562 persone vaccinate;

-        10.047.421 dosi di vaccino distribuite;

-        4.408.000 casi stimati di influenza dall'inizio della pandemia al 31 gennaio 2010;

-        229 vittime correlate alla nuova influenza A al 31 gennaio 2010;

-        0,005 la percentuale delle vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza;

-        443 i casi che hanno necessitato di assistenza respiratoria al 31 gennaio 2010;

-        0,010 percentuale dei casi che necessitano di assistenza respiratoria in rapporto al totale dei malati.

Dunque sono state vaccinate 898.562 persone del totale degli aventi diritto; ma sapete quanto era il totale dei cittadini aventi diritto alla vaccinazione? 20.912.538: solo il 4,05% ne ha voluto usufruire, sottolineo voluto perché la vaccinazione non era obbligatoria.

Le dosi di vaccino acquistati dal Governo sono state 24.000.000, quindi per cercare di garantire un vaccino a chiunque degli aventi diritto ne avrebbe voluto fare uso.

Pertanto i "Vaccini truffa", frase usata per incriminare lo sperpero dei soldi pubblici, che in effetti sono stati tanti per l'acquisto dei vaccini (un totale di 184 milioni di euro), forse si poteva evitare, più che altro per non innescare attriti sociali pericolosi che fanno scoccare scintille incendiarie tra il tanto poco considerato popolo, incendi che per altro finiscono per ustionare solo il popolo stesso.

Probabilmente ci sono state delle sovra stime e delle sopravvalutazioni della pericolosità del virus, se può essere questa una colpa, ma mio padre dice sempre "meglio che avanzi e non che ce ne vuole"! Certamente le case farmaceutiche che hanno venduto il vaccino sono state quelle che ne hanno goduto di più, gonfiando di più le proprie casse, ma è anche per questo che si doveva denunciare prima il pericoloso giro d'affari che c'era sotto, e contrastare con più forza quel terrorismo mediatico assurdo che c'è stato, che probabilmente serviva anche a giustificare i costi della campagna di vaccinazione; ma bisognava anche dare informazioni più serene e più obiettive sull'utilità della vaccinazione, cosa che credo non sia stata fatta, anzi si confondeva consapevolmente la testa della gente per farli desistere di fronte al siringhino del vaccino.

Questi strascichi di polemica rischiano di lasciare in bocca un retrogusto strumentale di natura politica e finanziaria difficile da ingoiare; già perché non dobbiamo dimenticare che laddove ci sono case farmaceutiche arricchite, ce ne sono tante altre non detentori del brevetto del vaccino che non hanno visto crescere il loro capitale societario! Non so se mi spiego. Ed è certamente un cavallo facile da cavalcare per i politici d'opposizione per screditare un tantino l'avversario politico.

In un mondo che tende alla globalizzazione la vaccinazione poteva rappresentare un modo per difendere i popoli più deboli, più poveri, come l'Africa, l'Asia, perché la vaccinazione, come ho già scritto in altri articoli sulla questione, rappresentava un mezzo per colpire ai fianchi il vaccino, indebolendolo, rallentando e fermando la sua corsa verso i paesi del sud del mondo, più a rischio di pandemia, e che non si possono permettere l'acquisto dei vaccini, oltre a difendere noi stessi dalla potenziale pandemia.

Giustamente adesso molti si chiederanno: 'che fine faranno quei 23 milioni di vaccini avanzati?'.

Se si usavano prima, forse non si facevano proposte di svendita ai paesi più poveri. Comunque auguriamoci che ne facciano buon uso e che ci tengano informati sul loro destino: visto i prezzi! E se li regaliamo ai popoli del terzo mondo prima che scadano? L'italiano è coscienzioso, forse potrebbe accettare lo sperpero!

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