Giochiamo a..."L'Italia non è un paese governato da razzisti" e immaginiamo che il tre luglio non sia passata una legge che punisce l'essere umano per quello che è, e non per quello che fa.
Se non facessimo questo gioco al mio amico Ziad, che è nato in Italia, ma che a 18 anni non ha presentato un foglio - la chiamano richiesta di cittadinanza - ora darebbero un buffo soprannome: "Clandestino".
Pensare che i suoi genitori hanno attraversato il mare su un gommone per un' illusione, la libertà.
Giro giro tondo, quanto è bello il mondo se sei nato dalla parte giusta.
Andiamo a giocare e spegniamo la tv, così non sentiamo quel signore con i capelli bianchi detto Onorevole Castelli, pronunciare frasi come questa: "Se in Italia i delinquenti hanno un seguito, di fronte al voto popolare..." nel nostro gioco i delinquenti li mettiamo in carcere proprio come la banda bassotti.
Facciamo finta un gioco...giochiamo alla "Democrazia".
Le regole sono: si viene eletti se si fa qualcosa per gli altri e "quote rosa" non significa candidare chi si mette meglio il rossetto; non vince chi abbina le scarpe con la borsa, anche perché io sono una bambina carina, ma da grande voglio fare l'ingegnere e preferisco i Lego alla Barbie Billionaireina.
Giochiamo a..."Smascheraci!", diamo divise nuove a quei signori che si fanno chiamare "Guardia Nazionale Italiana", magari una blusa colorata, a fiori hawaiani, perché la loro divisa a noi mette tristezza, ci ricorda altre camicie, solo un po' più scure; e soprattutto cambiamo loro i giocattoli, via i manganelli, qualcuno potrebbe farsi male.
Se poi proprio vogliamo divertirci, possiamo fare: "Dico tutto quello che penso e se voglio lo scrivo anche".
Senza offendere nessuno - per carità - giochiamoci ora, perché se dovessero passare in Parlamento cose chiamate "legge bavaglio" e "obbligo di rettifica"- i grandi pronuncino decreto Alfano-Ghedini - staremmo in punizione per molto tempo solo per avere un'idea diversa che vogliamo comunicare agli altri.
Ok mamma, arrivo! Lo so che è pronta la cena- peccato però- se i grandi facessero più spesso questi giochi il paese in cui viviamo potrebbe addirittura essere considerato normale.
Il sito dell’ANSA riporta le statistiche dei reati commessi concludendo che “gli stranieri commettono un reato su tre”, specificando poi che “a delinquere sono sopratutto i clandestini". Tra gli immigrati regolari il tasso di criminalita’ e’ in media con quello degli italiani. Dati del Viminale. E' evidente, allora, che l’allarme sociale creatosi in questi ultimi anni sia suffragato dalla prova dei fatti, specialmente perché, dietro i terrificanti numeri dei reati commessi, si nascondono centinaia di migliaia di vittime di rapine, borseggi, furti, danneggiamenti e abomini che ogni giorno riempiono le scalette dei telegiornali.
Eppure è tanto evidente: chi giunge in Italia in modo regolare, lavora, ha una casa, spesso si integra nel tessuto sociale di chi lo accoglie. Chi viene qui senza le carte in regola, spessissimo è un delinquente. E quand’anche non lo fosse, più facilmente lo diventa.
Dovrei sentirmi in colpa se non voglio clandestini in giro per le nostre strade? Non penso proprio! Non facciamoci ingannare da chi ci vuole instillare sentimenti di perbenismo e di falsa accoglienza, magari appigliandosi ai principi del Cristianesimo.
E’ in torto chi antepone l’accoglienza all’immigrato clandestino alla sicurezza!!
In realtà dovremmo schierarci con i più deboli, come realmente ci hanno insegnato al catechismo e come i valori umani ci insegnano.
E chi sono i più deboli? Gli stupratori, i ladri e gli omicidi, o piuttosto le vittime innocenti di questa autentica mattanza sociale? Chiedetelo alla giovane studentessa universitaria del Lesotho, violentata ed accoltellata alla stazione ferroviaria de la Storta, chiedetelo ai suoi famigliari chi sono i più deboli, alle migliaia di pensionati ai quali qualche disgraziato farabutto ha scippato il portafogli approfittando delle carenti condizioni fisiche.. Fate un giro sulle corriere che transitano sul tratto stradale Foggia-Manfredonia durante il periodo di semina ( nemmeno i controllori hanno il coraggio di salire figuriamoci a chiedergli di esibire il titolo di viaggio).
Non è la mancanza di accoglienza a rendere l’Italia un Paese incivile, ma la mancata protezione alle nostre donne, ai nostri bambini, ai nostri anziani, ai malati, ai giovani, a chi si trova in difficoltà economiche, a chi rimane senza lavoro. Questa è la battaglia che la nostra civiltà deve vincere, non quella a chi accetta sul suo territorio il maggior numero di clandestini.
... scritto da Domenico Prencipe,
06 luglio 2009
Qui mi viene in mente una canzone di Caparezza che ad un certo punto dice: "E ci siamo dimenticati di essere figli di emigrati, mortificati...". Abbiamo portato la mafia in America... voglio solo ricordartelo. Ma gli americani non ci hanno cacciati a fucilate, nè tantomeno negato i diritti umani.
Lo straniero, così come l'italiano, non nasce delinquente, ma lo diventa, per necessità. La vera questione, secondo me, è che non ci siamo mai posti il problema di FARE IN MODO CHE GLI EXTRACOMUNITARI VENGANO EDUCATI al rispetto ed alla civiltà. Anche loro dovrebbero avere la possibilità di formarsi. LA FORMAZIONE DEVE ESSERE GARANTITA AD OGNI UOMO, così come tutti i diritti fondamentali. Non è un tuo merito l'essere nato in Italia, così come non è un loro demerito l'essere nati in una terra così tanto svantaggiata. Il nostro compito è quello di accoglierli, a mio parere, limitando il più possibile la clandestinità, MA facendo in modo che questi DEBBANO OBBLIGATORIAMENTE formarsi, studiare, imparare un mestiere... solo così non avranno più bisogno di delinquere, perchè loro non sono animali, sono UOMINI, e tutti gli uomini, se educati in un certo modo, possono vivere civilmente. Noi, poi, pensiamo che ci freghino il lavoro... e poi ci lamentiamo dei settentrionali che dicono la stessa cosa di noi "terroni"... Ciao
P.S. vorrei precisare anche un altro tuo passaggio: un reato su tre commesso da stranieri... e gli altri due? e la mafia? e le estorsioni? Sono per caso gli stranieri a fare questo? A Monte quanti stranieri delinquono? E gli italiani? Per caso... no, dico, per caso, non ci stiamo facendo influenzare dalla tv che fa passare solo quello che vuole il governo? Lo stupratore di Roma è straniero? 8 stupri in 2 mesi...
... scritto da w il vinile,
06 luglio 2009
“a delinquere sono sopratutto i clandestini". Tra gli immigrati regolari il tasso di criminalita’ e’ in media con quello degli italiani. Dati del Viminale.
ebbene, Carissimo Raffaele Cotugno, hai tra i dati la soluzione. considera solo che la gran parte degli immigrati è passata dalla fase della "clandestinità". non è un caso che chi si occupa da sempre di immigrati, e che conosce a fondo il problema proprio per il dato che hai riportato, è contro le leggi che producono la condizione della clandestinità ed è favorevole a quelle che hano come obbiettivo l'inclusione. Considera un altro dato che potrà aiutarti a rivedere le tue posizioni. gli immigrati delinquono solo appena arrivati, spesso per bisogno, mentre quando hanno trovato lavoro e iniziano a integrarsi, in realtà delinquono anche meno della media, e anche questo è un dato noto. Considera il terrore che può avere un immigrato da un paese poverissimo, che con il proprio sia pur misero stipendio manda denaro e da da mangiare alla sua famiglia di origine, al solo rischio di potersi cacciare nei guai. considera quanto è strumetale la discussione politica sul tema e quanto poco suffragata dai dati. saluti W il vinile
... scritto da vairotto,
06 luglio 2009
volevo solo rimarcare quel dato statistico dato da raffaele e ben evidenziato da domenico: UNO SU TRE (REATO) E' COMMESSO DA STRANIERI CIOE' DUE SU TRE OVVERO IL 66% OVVERO SETTE SU DIECI VIENE COMMESSO DA ITALIANI O COMUNITARI O REGOLARI....NO AI PRECONCETTI E SI ALLA CERTEZZA DELLA PENA
... scritto da Raffaele Cotugno,
06 luglio 2009
Ma cosa vuol dire il fatto che noi italiani abbiamo portato la mafia in America?!?!? Io mi dissocio completamente da quel modo di essere italiano e mi vergogno! Infatti quando fui in America, circa 3 anni fa, non andavo così fiero nel momento in cui mi si chiedeva la provenienza.
Cmq, scusate l'errore commesso nel precedente commento, piccola rettifica : 2 REATI SU 3 VENGONO COMMESSI DAGLI STRANIERI, OVVERO IL 66,67% DEI REATI COMMESSI IN ITALIA, RIPETO "COMMESSI" sono attribuiti a clandestini, poi ci sono anche quelli non contestati ( non denunciati ), ma comunque commessi, che non si possono trascurare e che non rientrano nelle banche dati ufficiali e quindi nelle statistiche.
Personalmente non vivo in virtù dell' equaizione CLANDESTINO = CRIMINALE ma la realtà induce a pensare con una logica ben definita, ovvero la maggior parte dei crimini sono commessi da persone che vivono vite disagiate, gli immigrati clandestini rientrano in questa categoria.
La realtà di Monte, Domenico, è ben diversa, qui i clandestini alloggiano o lavorano per la maggior parte nelle campagne e credimi se ti dico che ricevono istruzioni dettagliate su circa il comportamento a cui attenersi... Cosa che non avviene al Nord o Centro Nord.
Con la giustizia lentissima che abbiamo nel nostro paese, con le leggi farraginose, con le sue carceri al collasso, l’ITALIA E' DIVENTATA LA MECCA DEL CRIMINE, figuriamoci cos' è per chi non ha un'identità... Il paese dei Balocchi!?!?
L'italia è un luogo che, oltre a una maggioranza di stranieri per bene, attira ingenti minoranze criminali provenienti da un po’ tutti i Paesi, e così facendo crea l’illusione prospettica dello straniero delinquente. Perciò hanno perfettamente ragione gli italiani che hanno paura degli immigrati, ma hanno altrettanto ragione gli stranieri onesti che si sentono ingiustamente guardati con sospetto.
I cittadini italiani privi di paraocchi ideologici non possono sorvolare sul fatto che uno straniero è dieci volte più pericoloso di un italiano. Ma farebbero ancor meglio a rendersi conto che ogni comunità straniera E' COSTITUITA DA DUE SOTTOPOPOLAZIONI BEN DISTINTE: gli onesti attirati dalle opportunità di lavoro, e i criminali attirati dalla debolezza delle nostre istituzioni. Il problema è che le due sottopopolazioni non si possono distinguere a occhio nudo, e quindi in mancanza di segnali che consentano di separarle la diffidenza diventa l’unico atteggiamento razionale.
Facciamo si che gli immigrati non siano più clandestini e che gli venga concesso di godere degli stessi diritti di un cittadino del paese in cui emigrano e non commetteranno più reati.
Una persona che emigra in Italia è un essere umano tale e quale a te e a me!
... scritto da snappies,
08 luglio 2009
Raffaele, per favore non mi tirare in ballo la questione giustizia nel nostro paese per due ragioni. La prima è strutturale. Sento spesso parlare di certezza della pena, di sistema penale che fa acqua da tutte le parti...la questione è semplice. Immagina la repressione penale come una rete da pesca che serve per catturare i crimnali. Ora, mettiamo che in questa rete, attraverso le leggi si vuole lasciar passare i pesci grossi, i c.d. colletti bianchi (leggi: parlamentari e potenti a vario titolo graziati dalle leggi ad apersonam dello stesso governo che ha approvato quest'insulto alla democrazia chiamata legge) è logico che a passare sono anche i pesci piccoli (leggi poveri delinquenti che commettono i reati minori come rapine, furti ecc. ecc. categoria in cui rioentrano anche gli stranieri.) Non è con la repressione violenta che si combatte la violenza, anzi così la si alimenta ulteriormente. In America sono secoli che c'è la repressione violenta ed anche pene definitive come la sedia elettrica e cosa è cambiato? Un beneamato c***o. Quindi è inutile citare articoli provenineti da fonti discutibilissime (falcodestro!!!!!!). Guardati intorno e rifletti su cio che siamo stati e su ciò che saremo. Questa è solo l'ennesima misura del governo mirata a raggranellare consensi convincendo la gente che con la destra c'è maggiore sicurezza. Ma è tutto fumo. Come al solito.
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Il sito dell’ANSA riporta le statistiche dei reati commessi concludendo che “gli stranieri commettono un reato su tre”, specificando poi che “a delinquere sono sopratutto i clandestini". Tra gli immigrati regolari il tasso di criminalita’ e’ in media con quello degli italiani. Dati del Viminale.
E' evidente, allora, che l’allarme sociale creatosi in questi ultimi anni sia suffragato dalla prova dei fatti, specialmente perché, dietro i terrificanti numeri dei reati commessi, si nascondono centinaia di migliaia di vittime di rapine, borseggi, furti, danneggiamenti e abomini che ogni giorno riempiono le scalette dei telegiornali.
Eppure è tanto evidente: chi giunge in Italia in modo regolare, lavora, ha una casa, spesso si integra nel tessuto sociale di chi lo accoglie. Chi viene qui senza le carte in regola, spessissimo è un delinquente. E quand’anche non lo fosse, più facilmente lo diventa.
Dovrei sentirmi in colpa se non voglio clandestini in giro per le nostre strade?
Non penso proprio!
Non facciamoci ingannare da chi ci vuole instillare sentimenti di perbenismo e di falsa accoglienza, magari appigliandosi ai principi del Cristianesimo.
E’ in torto chi antepone l’accoglienza all’immigrato clandestino alla sicurezza!!
In realtà dovremmo schierarci con i più deboli, come realmente ci hanno insegnato al catechismo e come i valori umani ci insegnano.
E chi sono i più deboli? Gli stupratori, i ladri e gli omicidi, o piuttosto le vittime innocenti di questa autentica mattanza sociale?
Chiedetelo alla giovane studentessa universitaria del Lesotho, violentata ed accoltellata alla stazione ferroviaria de la Storta, chiedetelo ai suoi famigliari chi sono i più deboli, alle migliaia di pensionati ai quali qualche disgraziato farabutto ha scippato il portafogli approfittando delle carenti condizioni fisiche.. Fate un giro sulle corriere che transitano sul tratto stradale Foggia-Manfredonia durante il periodo di semina ( nemmeno i controllori hanno il coraggio di salire figuriamoci a chiedergli di esibire il titolo di viaggio).
Non è la mancanza di accoglienza a rendere l’Italia un Paese incivile, ma la mancata protezione alle nostre donne, ai nostri bambini, ai nostri anziani, ai malati, ai giovani, a chi si trova in difficoltà economiche, a chi rimane senza lavoro.
Questa è la battaglia che la nostra civiltà deve vincere, non quella a chi accetta sul suo territorio il maggior numero di clandestini.