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Programma elettorale, questo sconosciuto (?)

Scritto da rosa cotugno il .

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Riunioni più o meno segrete, tavoli che si formano e si rompono, alleanze, scontri, conflitti, fumate bianche che poi diventano nere, conteggi fatti e rifatti, prove tecniche di schieramento che nemmeno nella partita più logorante di Risiko... Finalmente siamo arrivati ad una conclusione: le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra hanno deciso chi sarà il proprio candidato sindaco alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio: Andrea Ciliberti (Pd, Idv, Io Sud) e Antonio di Iasio (Monte nel cuore), che si vanno ad aggiungere a Giuseppe Totaro, de "E' la nostra città". Bene: la campagna elettorale può avere inizio. Ma non manca forse qualcosa?

 


 

Nei giorni passati si sono succedute tante voci su chi dovesse essere il "prescelto", sulle lotte intestine all'interno della coalizione, ma non una parola è trapelata, né da parte del centrodestra né dal centrosinistra, sul programma elettorale. Già, il programma elettorale sembra essere proprio il convitato di pietra della prossima tornata elettorale.

In realtà, secondo le teorie della "scienza politica", nel periodo pre-campagna elettorale bisognerebbe mettere a punto almeno le linee guida programmatiche, attorno a cui sviluppare il proprio percorso di eventuale governo della città. L'ideale sarebbe farlo dopo aver esaminato attentamente le problematiche presenti sul territorio e dopo aver ascoltato, anche tramite incontri pubblici, i cittadini, secondo i principi della cosiddetta "democrazia partecipativa".

Il primo atto di una campagna elettorale sostanzialmente dovrebbe essere la ricerca dei temi che stanno a cuore dell'elettorato e del loro peso rispetto alla decisione finale della scelta per chi votare. Successivamente, partendo da questi temi, si dovrebbe costruire una strategia, con la definizione degli atti concreti che si intendono mettere in atto in caso di vittoria.

All'interno delle coalizioni negli ultimi mesi si è discusso solo di nomi, o anche di temi (intesi come contenuti, non come slogan ben presto accantonati)? Sono stati ascoltati i cittadini? Si è cercato di capire qual è la gerarchia dei bisogni, delle attese e delle paure che i montanari hanno, e le aspettative che nutrono per i prossimi 5 anni? Si spera di sì: i due mesi che ci separano dalle elezioni (anzi, meno) sono un lasso di tempo davvero troppo breve per mettere in campo un serio programma elettorale, partendo da zero.

Nella redazione di un programma che non sia solo uno "specchietto per allodole" bisognerebbe anche tenere presente le "risorse umane": gli obiettivi inseriti dovrebbero essere compatibili con la dotazione organica del personale della tecnostruttura del Comune, e, soprattutto, dovrebbero essere in linea con le competenze di chi sarà chiamato a dirigere e indirizzare quella struttura, e quindi non solo il Sindaco, ma anche assessori e consiglieri.

In altre parole, se nel programma elettorale si inserisce come obiettivo la costruzione di un tavolo, è necessario che nella lista sia presente almeno una persona che abbia le conoscenze e le competenze per costruire quel tavolo, o che quanto meno sappia a chi rivolgersi per farlo in maniera ottimale.

Ci si augura che nella redazione del programma e nella scelta dei candidati da inserire in lista venga seguito il criterio del rispetto delle competenze: siamo stufi di liste fatte solo seguendo il sistema della vicinanza politica, dello scambio di favori, o secondo il criterio del "pallottoliere" ("Tu quanti voti mi porti? Hai una famiglia numerosa che voterà per noi? Bene, allora hai un posto in lista, e magari anche una carica importante dopo, anche se sai fare poco o niente").

Un'altra variabile che spesso non viene considerata nella stesura di un programma elettorale è quella relativa alle sempre più esigue risorse finanziarie dei piccoli comuni: i tagli previsti nelle ultime Finanziarie rendono sempre più difficile reperire fondi e fare investimenti. Gli introiti che affluiscono nelle casse comunali consentono soltanto di coprire le spese correnti e di ordinaria amministrazione. Inoltre, non bisogna dimenticare il "terremoto" che investirà il settore dei finanziamenti europei a partire dal prossimo anno: il 2013, infatti, è l'ultimo anno del periodo di programmazione finanziaria 2007-2013; dal 2014 sarà completamente rivoluzionato il sistema dei fondi comunitari (come i FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e i FSE - Fondo Sociale Europeo) che spesso avevano permesso ai Comuni di tirare un sospiro di sollievo.

Ci auguriamo, quindi, che le azioni che verranno inserite nei programmi elettorali siano azioni concrete e realmente realizzabili anche in questi tempi di crisi, e non grandi opere e promesse abbaglianti che poi rimangono solo sulla carta, come il "milione di posti di lavoro" di non lontana memoria.

Restiamo, quindi, in attesa di sentir parlare (finalmente) di temi, augurandoci che i programmi elettorali che le varie coalizioni presenteranno nei prossimi giorni siano concreti e fattibili, e non un mero "copia e incolla" di cose irrealizzabili e voli pindarici destinati a rimanere, come è (quasi) sempre avvenuto, carta straccia e puro esercizio di abilità letteraria.

Editoriale a cura di Rosa Cotugno - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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