Sito in ristrutturazione

Sito in ristrutturazione

Cari lettori, ci scusiamo per il disagio: torneremo presto on line

Stampa

L’Ospedale di Monte Sant’Angelo: una storia millenaria che va preservata e difesa

Scritto da alessandro facciorusso il .

ospedale_storia_t.jpg

Alessandro Facciorusso ci fa ripercorrere la storia millenaria dell'Ospedale di Monte Sant'Angelo... fino ad arrivare ai giorni nostri. Una cosa però sia chiara: "il nostro ospedale non può essere semplice oggetto di contese politiche, personalismi e arroccamenti su posizioni difensiviste; né tantomeno di critiche aggressive ed insensate".


Illuminato ed ispirato dal libro di Lorenzo Pellegrino "Hospitale Sancti Michaelis di Monte Sant'Angelo" , ho pensato che potrebbe essere cosa gradita far conoscere a chi non ha avuto ancora modo, la storia millenaria del nostro Ospedale.

Curare gli infermi e Ospitare i Pellegrini sono due delle sette Opere di Misericordia cristiana: è molto probabile che siano state queste le forze motivanti della nascita dell'Ospedale a Monte Sant'Angelo.

L'influenza religiosa sulla nascita delle varie strutture ospedaliere, durante il corso dei secoli, nel nostro paese è stata messa nel dovuto rilievo da Lorenzo Pellegrino nel suo libro "Hospitale Sancti Michaelis di Monte Sant'Angelo" (Edizioni del Golfo, 2001), che a mio avviso ricostruisce in maniera attenta, chiara e documentata la storia dell'Ospedale, facendo riferimento alla storia del pellegrinaggio micaelico, mettendo in risalto e ricostruendo il percorso della Via Sacra Langobardorum e del ruolo centrale che ha avuto nella storia anche dell'Ospedale, con cenni sulla situazione socio-economica ed igienico-sanitaria per meglio comprendere il contesto di vita del tempo.

"Obiettivo del presente lavoro è dare un contributo alla conoscenza di questa Istituzione, per secoli operante nel contesto cittadino, che mantiene, sempre, l'obiettivo di prestare cure agli infermi, pellegrini diretti al Gargano, oltre che cittadini poveri residenti."...scrive il dr. Pellegrino nella prefazione del suddetto libro.


Le prime strutture di accoglienza e ricovero dei pellegrini erano ospizi e xenodochi, come venivano indicati con terminologia greca gli ospedali, sorti nell'XI secolo per far fronte all'incremento del pellegrinaggio verso il Santuario micaelico. Sorgono numerosi sul Gargano, lungo le diverse vie d'accesso a Monte Sant'Angelo, ospizi o xenodochi:

-          di San Nicola in Tiliata nella valle di Carbonara

-          di Santa Maria Maddalena nella valle di Scanderk-Milelik dei Goti, ora detta Scannamogliera

-          di Santa Maria della Pace in Macchia

-          di San Barnaba a Pulsano

-          di Ruggiano in frazione Montagna

-          di San Bartolomeo in Carbonara

-          di San Giorgio a Piedimonte

Ma il primo vero Ospedale di cui si ha notizia documentata risale al 1098: l'Ospedale San Benedetto.

Nel novembre 1098 i benedettini avanzano formale richiesta al conte normanno di Monte Sant'Angelo Enrico (1083-1101), per un terreno dove costruire un Ospedale, affinché si dia ricovero a pellegrini bisognosi; il conte Enrico acconsente a tale richiesta concedendo un terreno dove sarà costruito l'Ospedale, proprio nella zona antistante all'attuale chiesa di San Benedetto. Il conte Enrico nel 1110 lo donò all'abbazia di Montecassino, condotta dai benedettini, e viene citato anche nell'undicesimo pannello delle porte di bronzo dell'abbazia: Hospitale de Monte Sancti Angeli cum omnibus pertinentiis suis.

Di questo Ospedale si hanno notizie certe del suo funzionamento fino al 1273; di conseguenza al declino dei benedettini di Monte Sant'Angelo, si ha anche un graduale declino dell'Ospedale fino a svanire.

Ma il pellegrinaggio lungo la Via Sacra Langobardorum verso la Celeste Basilica era sempre più intenso, si avvertiva perciò l'esigenza di ricostruire una nuova struttura ospedaliera, per accogliere e curare i forestieri.

Nel 1342 la Regina Giovanna I (1327-1382), moglie del duca di Durazzo Giovanni d'Angiò (1294-1336), che fortemente aveva voluto l'Ospedale, in esecuzione della volontà testamentaria di Carlo II d'Angiò, padre di Giovanni, fece erigere il nuovo Ospedale. La nuova struttura fu costruita nella stessa zona della precedente, insieme alla chiesa di San Benedetto (in memoria del marito) e al convento dei Celestini, ed era di uso comune chiamarlo l'Ospedale della Regina Giovanna, gestito dai frati celestini. Funzionerà per diversi secoli, documenti accertano l'attività sino al 1523, dopodiché sembra che vada distrutto. Il tempo e la storia ci hanno consegnato un bel ricordo di questo Ospedale, una bifora a sesto acuto perfettamente conservata, visibile ancora adesso nella piazzetta intitolata proprio a Giovanna I, di fronte l'ingresso della chiesa di San Benedetto (vedi Foto n.1 e n.2 ).

ospedale_bifora2.JPG

ospedale_bifora.JPG

Nel periodo storico che segue si hanno documentazioni frammentarie che non delineano certezze sulla presenza e sull'ubicazione precisa di altri Ospedali in Monte Sant'Angelo, ma in un documento del 1592 si evince la presenza di un altro Ospedale, chiamato di Sant'Angelo, probabilmente una struttura minore, che viene distrutto dal forte terremoto verificatosi sul Gargano il 31 maggio 1646.

Si hanno invece conoscenze precise sulla presenza di un altro Ospedale storico del nostro paese, grazie al documento della visita pastorale a Monte Sant'Angelo nel 1675 del cardinale Orsini (arcivescovo di Manfredonia dal 1675 al 1680), durante la quale, ispezionando chiese e luoghi pii, e l'Ospedale era considerato tale, gli viene illustrato da un'attenta relazione la struttura intitolata al Santo del Gargano: Hospitale Sancti Michaelis.

ospedale_storia.jpg

Immagine tratta dal quadro di Jean Claude de Richard, da "Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicile".

Non è certa la data della sua istituzione e quando inizia ad operare, ma l'Ospedale San Michele si può considerare come l'erede di quello della regina Giovanna, e prosegue nella cura e assistenza dei pellegrini bisognosi ed infermi poveri; cesserà di funzionare nel 1818. La struttura era ubicata a lato destro del sagrato dell'ingresso della Celeste Basilica, adiacente ad essa e al campanile ottagonale, costituendo quasi un'unica struttura con la chiesa Santa Maria delle Grazie; l'amministrazione della stessa era affidata per la prima volta ai laici e non più ai religiosi. Nel 1817 la struttura aveva però bisogno di ristrutturazioni e migliorie, tant'è che ne conseguì un crollo di una parte di essa che ne decretò praticamente la sua fine.

Di lì a poco inizia l'attività l'Ospedale Civile, che rappresenta la trasformazione di un'istituzione dedita all'assistenza dei pellegrini e poveri infermi, a Ospedale per i cittadini residenti: Monte Sant'Angelo intorno al 1850 raggiunge circa i 16000 abitanti residenti. Dato l'enorme costo da sostenere per la costruzione di una struttura ex-novo, si pensa di adibire ad Ospedale strutture già esistenti sul territorio. Così prima nel 1839 inizia l'attività nel monastero di San Francesco, che si protrae sino al 1853, quando viene deciso il trasferimento in altra sede in quanto necessita di migliorie e adeguamenti, per essere idoneo all'attività sanitaria. Nell'ottobre del 1853 l'ospedale Civile viene trasferito nel convento dei Carmelitani, nei locali adiacenti all'ex caserma dei Carabinieri, per imposizione dell'Intendente provinciale, ma anche in questo caso senza le dovute e necessarie ristrutturazioni per essere adeguato allo scopo; negli anni risulta difficoltoso reperire fondi per la messa in opera di ristrutturazione e adeguamenti. Nel 1868 avviene il trasferimento dal convento dei Carmelitani a quello dei Cappuccini, ma in questo caso dopo aver proceduto ad un'adeguata ristrutturazione dei locali da adibire ad Ospedale.  Sarà attivo sino al 1984 come struttura ospedaliera, ma a tutt'oggi ospita una Casa di Riposo per anziani.

A seguito della riforma sanitaria del 1978 che decreta la fine degli Enti Ospedalieri e la nascita delle Unità Sanitarie Locali, si inizia a pensare ad una struttura ospedaliera completamente nuova, che sarà costruita nella zona ad est dell'abitato di Monte Sant'Angelo, sulla strada che porta a Mattinata: nel 1984 viene inaugurato il nuovo presidio ospedaliero di Monte Sant'Angelo intitolato San Michele Arcangelo, dedicato al Santo Patrono della città, a ricordo dello storico Hospitale Sancti Michaelis, e di quanto sia stato importante il pellegrinaggio lungo la Via Sacra Langobardorum per il processo demografico del paese.

L'Ospedale San Michele Arcangelo, da quando è nato, non è mai stato sfruttato completamente per le sue potenzialità, anzi negli anni ha subito delle riconversioni con chiusura di reparti e servizi.  Nell'ultimo piano sanitario di rientro del deficit della Regione Puglia è previsto il taglio di tanti posti letto (circa 1400) per rientrare con le spese, e tra gli Ospedali cui tocca il taglio, è previsto anche quello di Monte Sant'Angelo.

L'Ospedale San Michele Arcangelo rappresenta innanzitutto un'istituzione storica, anche se ad oggi è moderna nella struttura, ed è per questo che deve essere preservata e difesa. Ha tanto bisogno di senso di responsabilità dalle parti politiche, sociali e civili. Non può essere semplice oggetto di contese politiche, personalismi e arroccamenti su posizioni difensiviste; né tantomeno di critiche aggressive ed insensate.

Concludo con una citazione di L. Pellegrino dal libro "Hospitale Sancti Michaelis di Monte Sant'Angelo" (Edizioni del Golfo, 2001):

"...L'ospedale di Monte Sant'Angelo, destinato, per oltre sette secoli, ai pellegrini ed ai poveri, e, dall'800, ai cittadini residenti, può, oggi, assumere un ruolo molto importante, nel campo della prevenzione e, soprattutto, della riabilitazione della lungodegenza, in un territorio vasto, in una ottica di indispensabile diversificazione delle prestazioni erogabili da ogni struttura.

La sua importante tradizione storica, confortata da una dovizia di documenti unica negli ospedali della nostra provincia, costituisce, certamente, motivo di slancio per nuove future realizzazioni."

 

Alessandro Facciorusso - redazione ildiariomontanaro.it

idmTV

ultimi video inseriti