|
Il 12 e il 13 giugno si vota per quattro referendum: di cui due riguardanti l'acqua pubblica, contro il ritorno del nucleare e quello del legittimo impedimento. Affinché il referendum sia valido occorre che vada a votare il 50% più uno degli Italiani aventi diritto al voto, cioè se nel nostro Paese la metà dei cittadini non si interessano di questioni importanti come l'acqua, la giustizia e il nucleare noi tutti, quelli che andremo a votare, subiremo le conseguenze.
Il problema dei referendum è il raggiungimento del quorum e in Italia non viene superato da 16 anni. Al di là delle indicazioni dei partiti, il punto nodale è proprio come informare al meglio i cittadini da una parte, e dall'altra occorre riflettere sul sistema elettorale. In una assemblea di un condomino con 13 residenti se 10 non si presentano all'assemblea e si decide che bisogna rifare il tetto del palazzo la decisone passa anche se uno dei tre è contrario, in democrazia dovrebbe vincere chi è presente, questo vale per le assemblee di condomino e non per i un referendum. Il significato del referendum dovrebbe somigliare a decisione dal basso, democrazia attiva, e invece si traduce in dittatura della maggioranza.
In Italia la partita si gioca tutta sul 30% dei cittadini, quelli che negli anni settanta e ottanta votavano la Dc e adesso votano Berlusconi, quelli che guardano certa televisione e boicottano cinema, teatro e libreria, affollano discoteche e mangiano il timballo di riso in spiaggia con il volume dello stereo a palla e buttano le cartacce per strada mentre sono in corsa in auto a 150 all'ora senza cintura di sicurezza, spregiudicati che amano il rischio, ed è per questo che non votano per il referendum, anzi sperano che una centrale nucleare venga costruita nel giardino del vicino di casa.
Dal '97 al 2009 sono stati proposti ben 24 quesiti referendari e nessuno di questi ha raggiunto il quorum perché i problemi li risolvono i politici, soprattutto quelli che fanno parte del 30% degli Italiani "casciaroni".
Editoriale di Gennaro Tedesco - da "Pillola rossa o pillola blu", Il Mattino di Foggia
|