In attesa del vento “nuovo” PDF Stampa E-mail
Scritto da editoriale di pasquale gatta   
Mercoledì 01 Giugno 2011 10:59

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Era nell'aria ed è arrivato inesorabile. Ormai soffia un nuovo vento. Un vento che si chiama Cambiamento. A livello nazionale, ma anche locale, i cittadini si sono espressi in modo inconfutabile: ora più che mai, il populismo e la demagogia non servono più. Bisogna cambiare e rinnovare la politica e il modo di fare politica. E perché no, anche i politici.


Dopo Giuliano Pisapia eletto sindaco di Milano – e penso ci sia anche un gran pezzo di Puglia in quella vittoria – e il magistrato (e sottolineo magistrato, tutore della legalità) Luigi De Magistris che trionfa e diventa sindaco di una città "complessa" come Napoli, siamo in attesa che questo nuovo vento raggiunga anche le montagne garganiche. Noi, a Monte Sant'Angelo, stiamo aspettando trepidanti e fiduciosi.

C'è un grande bisogno. Un bisogno estremo di cambiamento, rinnovamento.

I nostri padri ci hanno lasciato un'eredità molto difficile. Difficilissima. Siamo una delle generazioni più "sfigate" della storia. Noi giovani, siamo ormai abbandonati a noi stessi. Ci sentiamo soli. La politica guarda altrove. Noi siamo senza un lavoro. Senza una speranza. Senza un futuro. Si, ci avete tolto anche quello.

Da Monte Sant'Angelo si continua ad andare via. Ma non solo dalla cittadina dell'Arcangelo. Dall'intero territorio provinciale. E i politici? Guardano. Non ascoltano. Fanno gli indifferenti. La "piaga" dell'emigrazione giovanile è tornata ai vecchi fasti, quando i nostri nonni, con le valigie di cartone partivano alla volta del centro nord Italia o addirittura in altri Stati. E i politici? Niente.

Mai un progetto per i giovani. Mai delle politiche atte ad arginare o tentare di fermare questo enorme flusso di capitale sociale ed economico che lascia i nostri territori. Niente.

Sapete cosa pensano i nostri politici? "Se loro vanno via resteremo noi a gestire e comandare".

Quando terminerà tutto questo? Quando arriverà, anche qui, quel vento di cambiamento e rinnovamento?

Si, perché credo che solo un rinnovamento nel modo di intendere e fare la politica può salvare questo territorio. Un cambiamento radicale. Un cambiamento che rimetta al centro della discussione e dell'attenzione delle istituzioni i problemi di noi giovani. Un cambiamento che si ponga l'obiettivo di ritornare seriamente a parlare di lavoro (ma non sottobanco come avviene puntualmente ad ogni campagna elettorale). No. Progetti con i giovani e per i giovani.

Solo così possiamo cambiare e rinnovare il nostro territorio. Noi speriamo che arrivi presto! Sperando che la nostra attesa non invecchi con noi!

Editoriale a cura di Pasquale Gatta - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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