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Sull'istinto di conservazione della dignità umana. Franco Salcuni presenta il settimo appuntamento de "I Focolari di FestambienteSud" che si terrà questa sera, giovedì 7 aprile, ore 19.00, presso le "Clarisse" di Monte Sant'Angelo. Ospiti Cerami e Della Seta.
"Per l'Italia è finita, ma lo Yemen può essere ancora interamente salvato". Così diceva Pier Paolo Pasolini in un documentario dei primi anni settanta. Poi continuava, commentando lo skyline della città di Orte, sfregiato dal sorgere di orrendi palazzi: "Al posto dell'Italia bella e umana, anche se povera, c'è ormai qualcosa di indefinibile, che chiamare brutto è poco".
Oggi, dopo oltre un trentennio, probabilmente anche per lo Yemen è finita, così come perduto sembra essere il concetto di bellezza che Pasolini vedeva come riflesso inconsapevole dell'arcaicità e dalla "ingenuità" del paesaggio italiano. Ormai sembra qualcosa di remoto, di irrimediabilmente disperso nella memoria del passato e a volte "con" la memoria stessa del passato, spesso dimenticato.
La bellezza che amava Pasolini, seppur "sporca" di odori e di "caratteri" troppo spontanei, era comunque legata ad una visione naturale e spontanea della realtà, molto vicina all'ideale classico, in cui era bello ciò che era "naturale" o, in alternativa, una fedele e rigorosa imitazione della natura, ovvero, in ultima istanza, quello che, pur essendo artificiale, bene si collocava nella natura grazie al principio dell'armonia delle forme e delle giuste proporzioni delle misure.
Adesso che la naturalità è in gran parte compromessa e che la disarmonia si è impadronita del nostro paesaggio quotidiano, quale idea di Bellezza ci rimane?
A mio avviso abbiamo di fronte due modelli residui, più un terzo modello che definirei quasi romantico:
Il primo è quello che, prendendo atto del tramonto della Natura, mira all'esaltazione della bellezza artificiale, che poggia sulla rassegnazione per il paradiso perduto e che si cimenta su una modernità bella, gradevole e avveniristica nello stile e nella forma. Si tratta di una specie di visione futurista della bellezza.
Il secondo è il rifugio intimistico di chi smette di sperare e di guardare la realtà, diventata irrimediabilmente inguardabile per la sua bruttezza, e coltiva solo la dimensione domestica e intima di una bellezza privata. Fatta di case belle e pulite, bellezza fisica, bello stile nel vestire e nel presentarsi, bellezza tecnologica (design) e cose di questo genere. Qui si rimane sostanzialmente in un dimensione di bellezza consumistica.
La terza via credo sia quella che emerge con chiarezza dal capolavoro della coppia Cerami-Benigni. "La vita è bella" è probabilmente uno schiaffo troppo forte per non sentirlo. Ci descrive la bellezza come Resistenza. La resistenza alla barbarie, alla perdita della civiltà e del senso umano delle cose. La bellezza è l'istinto di conservazione della dignità umana. Anche nelle condizioni più assurdamente inumane, come l'olocausto, qualcuno ha mantenuto intatta la sua umanità e ha rilanciato, nel mondo, l'ideale della bellezza.
La bella natura del mondo classico ha forgiato anime belle, grazie ad una perfetta corrispondenza tra macrocosmo, il mondo, e microcosmo, l'anima. Questo era il succo della cultura classica: l'ordine del mondo è lo stampo che forgia l'animo umano, e lo rende bello come il mondo naturale.
Nel futuro speriamo possa accadere il contrario: la bellezza che ritorna al mondo dalle anime dei resistenti, dalle anime di coloro che hanno conservato la loro dignità. Sarà, pertanto l'anima dei giusti, portatori sani di dignità umana, il microcosmo capace di ristabilire l'ordine e la bellezza del macrocosmo?
Se il modello di un nuovo mondo saranno i giusti, potremo sperare di rivedere la natura bella e ingenua di Pasolini: una bellezza che ritorna "in nome degli uomini semplici che la povertà ha mantenuto puri, in nome della grazia dei secoli oscuri, in nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato".

Vincenzo Cerami, autore de "La vita è bella" è l'ospite d'onore del settimo appuntamento dei Focolari di FestambienteSud. Introdotto dal senatore Roberto Della Seta, ci parlerà di "Bellezza, tra realtà e finzione". Stasera alle ore 19, nel salone delle Clarisse a Monte Sant'Angelo.
Economia, Dieta Mediterranea, Olio di Oliva, Cultura, Spettacolo, Piccoli Comuni, Unità d'Italia sono finora le parole che i Focolari di FestambienteSud stanno riscrivendo in chiave dinamica, in vista della settima edizione della festa nazionale di Legambiente che si terrà dal 17 al 24 luglio nel Centro storico di Monte Sant'Angelo. Olio d'oliva, Vino rosso ed Erbe spontanee invece i temi dei precedenti appuntamenti del Viaggio nei Sapori della dieta mediterranea, che stasera esplorerà il mondo del "Grano".
Il Focolare di stasera sarà trasmesso successivamente sui siti www.lanuovaecologia.it -www.idmtv.it - www.ildiariomontanaro.it
Seguirà presso il DRENGOT'S WINE BAR il terzo VIAGGIO NELLA DIETA MEDITERRANEA. Tema: GRANO. Inizio ore 21. È necessaria la prenotazione: 3471028195, 3314852692

*Editoriale a cura di Franco Salcuni, direttore di FestambienteSud
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