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Ma l'Italia ha ancora bisogno dei piccoli comuni? Mi spiego meglio... Nel ventunesimo secolo, i Piccoli comuni Italiani possono ritenersi essere un peso o una risorsa per il sistema Paese?
A giudicare come vanno evolvendo le politiche di welfare c'è da pensare male.
La razionalizzazione della rete scolastica si riduce sempre in una rarefazione dei servizi nelle aree marginali interne, del Nord come del Sud. Stessa cosa accade per quanto riguarda la sanità e le reti di comunicazione.
La crisi dell'agricoltura, una crisi strisciante del turismo nel Belpaese e l'invecchiamento della popolazione con conseguente spopolamento delle aree interne fanno pensare che nei prossimi anni
la situazione potrebbe presentare non poche ombre in più.
Eppure ancora oggi è impossibile pensare all'Italia senza la sua rete di insediamento diffuso che ne ha fatto la storia civile, culturale, economica e paesaggistica. Per tre ragioni di fondo. La prima perché questa rete c'è ancora... con cinquemila comuni e il 20 per cento circa della popolazione nazionale.
La seconda ragione risiede nel fatto che senza questo insediamento diffuso il territorio italiano, altamente a rischio per la sua conformazione oro-geologica, rischia di compromettere il suo equilibrio, ben oltre il limite già superato. La terza ragione è culturale. L'Italia senza le piccole comunità è una Italia senza particolarità, senza le sue molteplici identità. Una Italia più ignorante e meno interessante.
Legambiente è sempre stata in prima linea in questa questione. Cito un pensiero che ha cambiato la storia della nostra associazione negli ultimi anni: "Allora, nasce dentro di noi come un intenerimento e si sente allora, come non mai, di volere bene, ma molto bene, all'Italia". Da questa frase, che emerge da un bellissimo carteggio tra Pietro Pancrazi e Pietro Calamandrei, nasce, otto anni fa, la festa nazionale dei piccoli comuni, Voler Bene all'Italia, che ogni anno vede una mobilitazione impressionante da parte dei comuni della cosiddetta Italia Minore, che in massa rispondono all'appello di Legambiente. Nell'approssimarsi della ricorrenza dell'Unità d'Italia abbiamo deciso di accendere i riflettori sui piccoli comuni meridionali: i Paesi del Sud.
E lo facciamo stasera nel quinto focolare di FestambienteSud con i due personaggi, uno del mondo della letteratura e l'altro del mondo della ricerca, che negli ultimi anni hanno contribuito più di tutti a farci conoscere meglio la realtà dei piccoli comuni italiani.
Lo scrittore è Franco Arminio, autore di "Vento forte tra Lacedonia e Candela e di "Caroline dai Morti" che viene a presentare in anteprima nazionale il suo nuovissimo volume ancora fresco di stampa: "ORATORIO BIZANTINO", edizioni Ediesse, 2011 (prefazione di Franco Cassano). Si legge nella presentazione che l'editore fa del volume: "Arminio è sempre a caccia di paesaggi, umani o naturali. Li setaccia rabdomanticamente, implacabilmente, senza paura. Nomina, ammonisce, s'indigna. Fa una battaglia contro il cinismo fin nelle interiora: «C'è sempre altro da fare quando dobbiamo fare qualcosa per gli altri»,dice in un passo emblematico. E anche se il suo baricentro antropologico è quello di Bisaccia, non parla solo di Irpinia, di Sud o dell'Italia intera:la visione è globale, occidentale, nell'intreccio tra cultura contadina, modernità e villaggio tecnologico, la visione di un capitalismo che «a furia di espandersi è diventato piccolissimo»".
Quello di Arminio è un punto di vista disincantato sulla realtà dei piccoli comuni che va oltre la retorica della politica e di una versione senile e nostalgica. E' letteratura, ma di impegno civile.
Il ricercatore è Sandro Polci, autore quarto Quarto Rapporto nazionale Confcommercio-Legambiente, raccolto in un volume dal titolo "I PICCOLI COMUNI. Dal disagio insediativo al buon vivere italiano. 1996-2006", edito nel 2010 dalla Biblioteca del cigno. Emerge un quadro in chiaroscuro della realtà dei piccoli comuni, descritto con numeri e tabelle, ma accompagnato anche con una serie di valutazioni che non lasciano molti margini di evasione dai problemi.
Interverranno anche un sindaco e il neo assessore ai piccoli comuni della provincia di Foggia.
A impreziosire la serata anche la presentazione, declinata pure in termini culinari, di una iniziativa che nasce proprio dall'interno del Gargano. Il primo corso, promosso da Legambiente FestambienteSud, per il riconoscimento e l'utilizzo culinario delle erbe spontanee. Una iniziativa del botanico Nello Biscotti che stasera vedrà una prima presentazione e anche una dimostrazione pratica nel terzo appuntamento del Viaggio nei Sapori della Dieta Mediterranea: una cena degustazione guidata da Biscotti, a tema erbe spontanee.
L'appuntamento è nel centro storico di Monte Sant'Angelo, nella sede di Legambiente in via Gambadoro 27, con inizio alle ore 18,30.
*Editoriale di Franco Salcuni, direttore di FestambienteSud (Festival nazionale di Legambiente per il Sud Italia)
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